Il Tirreno

Eparina, entro fine mese la riesumazione delle salme

di Cristiano Lozito
Eparina, entro fine mese la riesumazione delle salme

Verso una proroga per le perizie disposte a luglio dal gip Antonio Pirato L’infermiera Fausta Bonino resta l’unica indagata per la morte di 14 pazienti

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PIOMBINO. Verranno riesumate a fine mese le salme di otto delle 14 presunte vittime dell’eparina (sei corpi sono stati cremati): per la procura di Livorno con iniezioni di questa sostanza l’infermiera 55enne Fausta Bonino avrebbe dato la morte ad alcuni pazienti ricoverati all’ospedale Villamarina.

Secondo fonti qualificate le salme verranno subito trasferite in un centro di medicina legale fuori regione per gli esami autoptici, mentre già sono stati avviati ulteriori approfondimenti ematologici e farmacologici sulle provette di sangue delle persone della cui morte è accusata Bonino, e di quello che viene ritenuto l’unico sopravvissuto. L’obiettivo è verificare la presenza di anticoagulanti ed eventualmente la loro quantità nel sangue.

Fausta Bonino venne arrestata il 30 marzo all’aeroporto di Pisa, al suo ritorno da un viaggio a Parigi in compagnia del marito: per i carabinieri dei Nas di Livorno era stata lei, tra il 2014 e il 2015, a uccidere 14 pazienti del reparto di rianimazione con iniezioni di eparina.

Accuse legate alla presenza della donna nel reparto in tutte le date in cui avvennero quei decessi, alla sua personalità «con uno spiccato spessore criminale», secondo quanto scrisse il gip Antonio Pirato nell’ordinanza di custodia cautelare, ad alcune intercettazioni telefoniche di conversazioni con delle colleghe, il cui valore venne successivamente depotenziato dai rilievi di Cesarina Barghini, avvocato dell’infermiera.

Tre settimane dopo l’arresto il Tribunale del riesame di Firenze scarcerò l’infermiera motivando la decisione con «l’assenza di elementi indiziari connotati da gravità, precisione e concordanza».

Un duro colpo all’inchiesta guidata dal pm Massimo Mannucci, che però non si è arreso: così dopo una schermaglia tra le parti sull’incidente probatorio, il giudice Pirato alla metà di luglio ha disposto l’affidamento dei vari esami (autoptici, ematologici e farmacologici) ai consulenti tecnici, 15 esperti di medicina legale, tra periti del giudice e consulenti del pubblico ministero e delle parti.

Il gip ha stabilito anche accertamenti tecnici per analizzare il traffico telefonico e i dati contenuti nel cellulare dell’indagata.

Tre mesi era il tempo concesso agli esperti (quindi le conclusioni erano attese a metà ottobre), ma considerando che la riesumazione dei corpi avverrà solo tra una decina di giorni, è prevedibile che il gip conceda una proroga per il compimento degli esami.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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