Finanza
«Su Acquaviva il Pd è strumentale»
Marini dopo il sequestro del parcheggio: il Comune non c’entra
PORTOFERRAIO. «La nota del gruppo consiliare Pd sul parcheggio in Acquaviva non è solo inesatta e confusa, ma è il frutto di una strumentalizzazione. Non si attengono ai fatti, ma, non avendo loro una idea strategica, sono solo funzionali ad alzare polveroni». Roberto Marini, assessore all’urbanistica e vice sindaco di Portoferraio, commenta in questo modo l’attacco dei consiglieri di minoranza, in seguito al sequestro dell’area di sosta di Acquaviva, compiuto dalla Forestale.
«Nel merito del sequestro probatorio, cautelativo (che non è atto emesso da un magistrato) – spiega Marini – ci domandiamo come possano esprimere tante certezze quando nessuno, eccetto i diretti interessati, ha letto le motivazioni degli atti assunti dalla Forestale. Comunque sia il gruppo consiliare Pd deve sapere che la pulizia del terreno ora sottoposto a sequestro è oggetto di una comunicazione ai sensi dell'articolo 82 del regolamento forestale regionale di attuazione della legge regionale 39/2000. Comunicazione che il proprietario ha inviato al competente ufficio regionale (ex provinciale) che a sua volta ha trasmesso la comunicazione, in data 29 ottobre 2015, alla Forestale, che non risulta abbiano eccepito alcunché. Per sua natura l’intervento non appare oggettivamente assoggettato ad altra tipologia di autorizzazione e, comunque, il Comune non ha alcun titolo in questa operazione». Sull’utilizzazione dell’area come parcheggio, Marini ritiene che il Pd sappia bene «che la procedura è stata avviata con un atto d'indirizzo della giunta del 18 febbraio 2016; che la manifestazione d'interesse prevedeva che i cittadini depositassero le loro proposte entro l’8 aprile; che le aree sono state individuate successivamente, a far data dal 24 giugno 2016, ovvero in tutt’altro contesto e senza conseguenza logica. Come ben sa, anche, che il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata da alcuni privati e da Legambiente, in quanto non sussiste pericolo in mora, cioè l'utilizzo non pregiudica la natura e le caratteristiche del terreno, data anche la temporaneità dell'uso ammesso».
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