«Curiamo i gatti sui marciapiedi»
PORTOFERRAIO. Costretti a somministrare la flebo a un gatto malato per strada, in mancanza di strutture idonee. La denuncia viene dai responsabili dell’associazione “Animal Project onlus”, sezione...
PORTOFERRAIO. Costretti a somministrare la flebo a un gatto malato per strada, in mancanza di strutture idonee. La denuncia viene dai responsabili dell’associazione “Animal Project onlus”, sezione dell’Isola d’Elba. «A fine agosto – scrivono gli animalisti – siamo stati contattati da alcuni residenti nella zona di via XX settembre per un micio affetto da Fiv, un virus da immunodeficienza felina in stadio già piuttosto avanzato, ma con una buona terapia può migliorare la sua qualità della vita. Pertanto, al momento, viene curato con antibiotico, cortisone e con somministrazione per via sottocutanea di Ringer Lattato». E dove viene curato? Sulla scalinata nelle cui vicinanze abitano le persone che si sono rivolte all'associazione. Quindi, ogni giorno viene allestita una cuccia improvvisata e una sorta di allaccio volante a una ringhiera per appendere la flebo da somministrare al gatto. Una soluzione empirica e impietosa alla quale ci si è adeguati per assenza di alternative. «Purtroppo, dato che al peggio non c'è mai fine - aggiungono - ci è stato anche segnalato che alcuni abitanti della zona non gradiscono la presenza del gatto malato, né le attenzioni che gli stiamo dedicando e che hanno addirittura minacciato di ucciderlo distribuendo polpette avvelenate. Tra l'altro, la scalinata dove si è ambientato a vivere questo gatto è frequentata anche da altri gatti, di proprietà e non, e tale vile minaccia suscita preoccupazione e allarmismo». Gli animalisti assicurano alle persone che la malattia del gatto non comporta alcun rischio per le persone e gli altri animali. Si può trasmettere solo tra felini, ma perché ciò accada non basta un semplice contatto con la saliva; occorre uno scambio di saliva o sangue tra gatto ammalato e sangue di gatto sano, quindi attraverso morsi.
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