Il Tirreno

«Nessun inganno sulla gara del porto»

di Luca Centini
«Nessun inganno sulla gara del porto»

Pubblicate le motivazioni della sentenza che ha assolto il sindaco Ciumei dalle accuse di abuso d’ufficio e turbativa d’asta

4 MINUTI DI LETTURA





MARCIANA MARINA. «La Portofino srl, il Circolo della Vela e la società Elba Eventi si aggiudicarono la gara non perché avessero posto in essere mezzi fraudolenti o fossero riusciti attraverso collusioni con l’amministrazione comunale a essere favoriti, ma perché fecero l’offerta economicamente più alta e la più conveniente per l’amministrazione, come risulta chiaramente dai punteggi riconosciuti in sede di valutazione delle offerte». Con queste parole il Tribunale di Livorno ha scritto la parola fine sull’inchiesta sulla gestione del porto di Marciana Marina che ha interessato, in qualità di imputato per abuso di ufficio e turbativa d’asta, il sindaco di Marciana Marina Andrea Ciumei, assieme all’architetto Bruno Grasso, gli imprenditori Giulio Schenone e Gianfranco Linari, l’allora vice presidente del Circolo della Vela Stefano Ciumei (l’assessore Guido Citti e gli avvocati Luciano Gallo e Cristiano Pasquale furono prosciolti da tutte le accuse, compresa quella di corruzione già in fase di udienza preliminare).

In queste ore il Tribunale di Livorno ha pubblicato le motivazioni della sentenza emessa nella camera di consiglio il 13 luglio scorso, con la quale il collegio giudicante ha accolto la richiesta di archiviazione formulata dal pubblico ministero Cappellacci nei confronti di tutti gli imputati. «Assolti perché il fatto non sussiste», si legge nel dispositivo della sentenza, a cui sono allegate circa diciotto pagine di motivazioni.

L’inchiesta.

Le indagini sul porto di Marciana Marina scattarono in seguito a un esposto presentato nel gennaio del 2011 dalla minoranza consiliare.

Al centro dell’attenzione le procedure di gara che portarono all’affidamento della gestione dei servizi portuali dall’importo complessivo di 1 milione di euro annui all’Ati composta dalla Portofino srl, Società Elba Eeventi e Circolo delle Vela.

Il bando risale al novembre del 2010 (l’Ati ha gestito il porto fino al settembre del 2012, quando il contratto fu rescisso). Le indagini furono portate avanti dalla Finanza e chiuse dalla Procura nell’ottobre del 2013. «Schematizzando – si legge nelle motivazioni della sentenza – gli imputati sono accusati di aver commesso, in concorso, il reato di abuso di ufficio che consisterebbe nell’indizione di una gara per la gestione del porto, nella nomina degli avvocati Gallo e Cristiano, legali di fiducia di Schenone, in posizioni chiave per l’espletamento della gara, nella proroga dei termini per la presentazione delle offerte consentendo così la partecipazione all’Ati e nell’aggiudicazione in danno agli altri partecipanti». Un’impalcatura dell’accusa che i giudici, nelle motivazioni della sentenza, smontano punto per punto. La Finanza, con le indagini, si è mossa principalmente su due filoni: l’accertamento di eventuali violazioni della disciplina urbanistica e la verifica delle procedure di gara.

La gara della discordia.

Il grosso delle indagini si è tuttavia concentrato sulla regolarità delle procedure di gara. Una gara per l’aggiudicazione del servizio che, hanno spiegato i giudici nelle motivazioni, «era necessaria negli ultimi mesi del 2010 secondo le regole sui pubblici appalti». I giudici si sono concentrati sulle nomine da parte del Comune di due consulenti (Luciano Gallo e Cristiano Pasquale), che secondo l’accusa avrebbero fatto da unione tra l’amministrazione comunale e la società Portofino srl. I giudici smontano quest’ipotesi, rafforzando quanto già sancito dal Gup che aveva prosciolto sia Gallo che Pasquale: «Gallo ha rappresentato una società di Schenone in un solo giudizio amministrativo e non ha mai avuto ruoli di rappresentanza delle sue società, Cristiano faceva parte dello stesso studio associato di Gallo ma non ha mai avuto rapporti con Schenone. Entrambi inoltre avevano rimesso il mandato, ma erano stati confermati dal consiglio comunale per mancanza di conflitto di interessi». I giudici hanno inoltre accertato la mancata influenza dei due sulle procedure di gara.

Secondo il quadro accusatorio, inoltre, la proroga dei termini di presentazione delle offerte, avrebbe favorito l’Ati. «La proroga – ribattono i giudici nelle motivazioni – è stata disposta per garantire la concorrenza, viste le proteste sulla ristrettezza dei termini avanzate da vari soggetti e legittima perché, grazie alle dichiarazioni di disponibilità dei gestori del porto, erano venute meno le ragioni di urgenza». Secondo l’accusa la gara sarebbe stata aggiudicata all’Ati in danno ad altri partecipanti, attraverso modifiche ad hoc del bando, comunicazioni anticipate, proroga dei termini, azioni degli avvocati di Schenone e incontri avvenuti tra le parti prima dell’indizione della gara.

«Allegazioni fattuali clamorosamente smentite della prove raccolte – si legge nelle motivazioni della sentenza – quanto agli incontri per “addomesticare” la gara, vi è la prova soltanto di una visita di un gruppo di rappresentanti del Circolo della Vela (Stefano Ciumei, Adriani e Arnaldi). Visitano il porto di Portofino, pensano di potersi ispirare all’organizzazione, chiedono informazioni, prendono un caffé con Linari e parlano di future collaborazioni». All’incontro fanno seguito degli scambi di e-mail da cui prende forma la collaborazione che poi porta alla costituzione dell’Ati. «Il collegio ritiene – tagliano corto i giudici – che né l’incontro, né lo scambio di e-mail, né l’aver predisposto una bozza di lettera di intesa siano elementi sufficienti neppure per ipotizzare una turbativa d’asta o un abuso».

Intercettazioni flop.

I giudici hanno considerato fuori tempo il ricorso da parte degli inquirenti alle intercettazioni telefoniche. «È lecito domandarsi perché siano state disposte ad oltre un anno dai fatti e perché sia stata trascritta in modo indiscriminato una massa di conversazioni del tutto prive di significato per il processo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa