Il dolore
Lo uccide con una coltellata
Finisce nel sangue una lite scoppiata per i soldi che lui versava alla ex moglie
PIOMBINO. Erano rientrati dalla festa della birra. Entrambi, dicono i carabinieri, avevano bevuto. Lei, in particolare, era ubriaca. L’alcol deve aver giocato un ruolo decisivo nella tragedia avvenuta ieri notte in quella palazzina alle porte della città. In quella casa tra i campi è scoppiata una lite, finita nel modo peggiore: lei ha accoltellato lui.
Fabrizio Gratta, 49 anni, operaio della B-Pack, è morto all’ospedale. Non c’è stato nulla da fare, è giunto al pronto soccorso già in emorragia avanzata.
Ora Beatrice Paini, 47 anni, dipendente della ditta di pulizie Cooplat, è in carcere a Pisa con l’accusa di omicidio volontario.
Paini e Gratta convivevano da poco più di un paio di anni all’Asca, periferia di Piombino, in una palazzina di campagna. Il loro era un amore quasi ostentato, mostrato e condiviso anche su Facebook, con due profili distinti ma con entrambi i cognomi come per ribadire la forza di quel legame.
Ma le cose non andavano benissimo, stando a quanto raccontano i vicini e alcuni familiari. E stando a quanto ha ammesso lei stessa, davanti ai carabinieri e al magistrato.
Le liti erano sempre più frequenti. Discussioni dovute soprattutto ai soldi e in particolare all’assegno di mantenimento che l’uomo versava alla ex moglie.
Fino all’ultima lite di ieri notte. I due avevano trascorso la serata a Venturina, alla Bavierafest. Verso le due avevano fatto rientro a casa.
E qui è scoppiata l’ennesima discussione. Sempre per questioni di soldi. Fatto sta che a un certo punto la donna è corsa in cucina e, da un cassetto, ha estratto un grosso coltello, la lama di venti centimetri. E con quello ha colpito il compagno.
Un solo fendente, all’addome, ma portato con forza. Gratta è caduto sul pavimento, ha cominciato subito a perdere sangue in modo copioso.
A telefonare al 118 è stata la stessa Paini.
Ma quando? Stando a quanto abbiamo appreso, la donna avrebbe perso tempo per ripulire il coltello e le tracce della colluttazione. Gli investigatori non confermano ma neanche smentiscono questo particolare. Dicono solo che la donna ha consegnato spontaneamente il coltello, ancora con tracce di sangue.
La telefonata al 118 risulterebbe stata fatta alle 3. Pochi minuti dopo sono arrivati i soccorritori e i carabinieri, ed è stato allertato l’ospedale. L’uomo è stato portato subito al pronto soccorso mentre si allestiva la sala operatoria. Ma alle 5 è morto, praticamente dissanguato.
Beatrice Paini è stata accompagnata prima in caserma, dove ieri mattina è stata interrogata dal magistrato di turno, il sostituto procuratore Massimo Mannucci, alla presenza di un avvocato d’ufficio.
Poi è stata trasferita alla sezione femminile del carcere Don Bosco di Pisa.Il pm nei suoi confronti ha aperto un fascicolo per omicidio volontario.
Oggi o domani il magistrato conferirà l’incarico al medico legale Damiano Marra per l’autopsia.
La salma intanto è stata trasferita all’obitorio del cimitero, dove verrà eseguito l’esame autoptico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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