Il Tirreno

Fabrizio, una vita mai semplice

Fabrizio, una vita mai semplice

Il fratello che ammazzò il nonno e, di recente, la relazione difficile con Beatrice

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PIOMBINO. La morte di Fabrizio Gratta ha gettato nello sconforto tante persone, sin da ieri mattina quando la notizia ha cominciato a diffondersi. A cominciare ovviamente dalle sue figlie, due ragazze avute dalla precedente relazione, e che erano molto legate al padre. Ma anche tra i tanti, tantissimi amici che gli volevano bene e che sono sconvolti non solo per la perdita, ma anche per le circostanze in cui è avvenuta. Gratta era molto conosciuto. Aveva lavorato come magazziniere al Dico prima di essere assunto dalla ditta venturinese B-pack. Anche la sua famiglia di origine era conosciutissima. Il padre negli anni Settanta aveva un negozio di alimentari in via Lombroso e tutti lo ricordano come una bravissima persona, sempre gentile e disponibile, molto simile a Fabrizio. Ma la vita di Fabrizio Gratta non è stata sempre rose e fiori. Negli anni Ottanta il fratello, pochi giorni dopo aver compiuto i diciotto anni, uccise il nonno a coltellate per una questione di soldi. Fu arrestato e portato in carcere, dove si tolse la vita.

Dopo la fine del matrimonio, Fabrizio si era legato a Beatrice Paini. Le cose erano andate bene all’inizio, poi la loro storia aveva cominciato a essere problematica. Le liti, sempre più frequenti. Fino all’ultima di ieri notte.

La posizione di Paini peraltro potrebbe anche aggravarsi. A suo carico infatti ci sarebbero alcuni precedenti, nello specifico denunce per lesioni: in passato avrebbe già malmenato un’altra donna a causa di un ex fidanzato.

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