Il Tirreno

Ecco Pim per la demolizione delle navi

di Samuele Bartolini
Ecco Pim per la demolizione delle navi

200 posti a regime, via ai lavori per iniziare le operazioni entro un anno. Piero Neri: «Ma noi puntiamo anche alla logistica»

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FIRENZE. «C’era meno spazio a Genova per questo tipo di smantellamento delle navi e così abbiamo deciso di venire a Piombino». A margine della conferenza stampa la confidenza dell’amministratore delegato di Piombino industrie marittime (Pim), Ferdinando Garré, arriva quasi come una rivelazione.

Oggi partono i lavori per la realizzazione del polo di eccellenza nazionale dedicato alla demolizione, al refitting e alla realizzazione navi al porto di Piombino. La città toscana è stata preferita al porto del capoluogo ligure perché offre maggiori spazi per questo tipo di strutture. Ma è soprattutto un’altra sfida per tirare fuori la testa dal pantano della crisi che la Regione affida alla Piombino industrie marittime (Pim).

L’investimento è da 14 milioni di euro, l’inaugurazione è prevista per la seconda metà del 2017 e sarà l’unico centro portuale in tutto il Mediterraneo che farà lo smantellamento delle navi secondo i principi eco-compatibili del riciclo stabiliti dalle normative dell’Unione europea. E quando sarà entrato a regime darà lavoro a circa 200 persone, nella stragrande maggioranza operai navalmeccanici, ma anche ingegneri, tecnici e impiegati da pescare nell’ampio bacino delle piccole e medie imprese del comprensorio che hanno chiuso i battenti o si trovano in grave difficoltà.

Insomma, un altro tassello per riconvertire l’economia della Val di Cornia alle nuove esigenze del mercato navale marittimo. Un nuovo tentativo di far ripartire l’occupazione non solo della città, ma in tutta la zona. Ci crede il presidente della Regione Enrico Rossi: «Ci stiamo investendo tanto sulla costa. Motivo? E' la cifra fondamentale di questa mia legislatura».

Ci crede il presidente della Piombino industrie marittime (Pim) Piero Neri: «Ma noi non ci accontentiamo solo della parte industriale, l’augurio è che arrivi anche la logistica». E’ anche la scommessa del commissario straordinario dell’Autorità portuale, Luciano Guerrieri, del sindaco di Piombino Massimo Giuliani e dell’ex Gianni Anselmi che oggi siede in consiglio regionale ed è presidente della commissione Sviluppo economico.

Tutti insieme ieri per la firma in Palazzo Strozzi Sacrati dell’atto di concessione alla Piombino industrie marittime della nuova banchina e del piazzale da otto ettari del porto. In sostanza il via libera al cantiere che dovrà tirare su i capannoni e installare i macchinari per far decollare l’attività di demolizione industriale della navi.

Entrando nel dettaglio la Pim è composta dal cantiere genovese San Giorgio del Porto, leader in Europa e punto di riferimento a livello mondiale nelle riparazioni e trasformazioni navali così come in progetti di nuove costruzioni e dalla livornese Fratelli Neri, impegnata da oltre cento anni in attività di salvataggio, rimorchio navale, difesa ambientale e terminalismo portuale.

Le aree (concesse a Pim per un periodo di 40 anni) hanno una superficie totale di 103.295 metri quadrati, di cui 80.922 già realizzati e altri 22.373 che dovrebbero essere terminati entro 12 mesi.

La nuova infrastruttura partirà con l’attività garantita da ministero della Difesa e Marina per lo smantellamento di navi militari secondo l’Accordo di programma per l’area di crisi industriale complessa, ma proseguirà nei contatti con il mercato armatoriale privato per assicurarsi altre commesse.

«Tante le telefonate, grande l’interesse – garantiscono Rossi e Neri – che sta suscitando il nuovo polo di demolizione da parte di imprese nazionali e internazionali». Di sicuro ogni anno in tutto il mondo sono circa 1.000 (molte della quali di proprietà di armatori europei) le imbarcazioni di medie dimensioni che vengono avviate alla demolizione. Troppe sono smantellate nei Paesi del sud est asiatico con la pericolosa e altamente inquinante tecnica dello “spiaggiamento”, mentre il regolamento Ue 1257/2013 impone agli Stati membri di utilizzare impianti di riciclaggio e demolizione che usano metodi e procedure sicuri e ambientalmente compatibili. Come Piombino.

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