Il Tirreno

Davide non è più prigioniero in casa

Pronto l’ascensore che permetterà al giovane disabile campigliese di uscire dal suo appartamento

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CAMPIGLIA. Una festa giù in cortile per ringraziare tutti, un giro in zona per stare all’aperto, una puntatina a Baratti per godere del mare e del sole settembrino. Sono alcune tra le tante cose che la famiglia Farina sta programmando da tempo e che finalmente, un po’ alla volta, Davide potrà fare: uscire fuori casa dopo mesi tra quattro mura non è più impossibile per lui. L’ascensore è pronto e quelle quattro rampe di scale che lo dividevano dal mondo esterno sono state “abbattute”.

Adesso manca soltanto l’auto attrezzata per muoversi comodamente, ma le giornate non scorreranno più tra carrozzina e letto. Babbo Sauro e mamma Maria Letizia avrebbero voluto festeggiare la chiusura del cantiere invitando amici e parenti sotto casa, però a causa di un lieve ritardo dei lavori i piani sono saltati. Almeno nell’immediato. «L’ascensore doveva essere pronto a fine agosto – ci hanno detto -, ma c’è voluto qualche giorno in più poiché uno degli operai ha avuto un problema, ha dovuto assentarsi, per cui l’intervento è andato più a rilento. La festa per l’inaugurazione con la prima uscita di Davide è di conseguenza saltata perché da pochi giorni ho ripreso a lavorare, e il primo fine settimana libero ce l’avrò soltanto a fine settembre. Quindi vedremo di organizzarne una più in là».

L’idea è di fare un banchetto sotto casa aperto a tutti, in segno di gratitudine per l’affetto e il sostegno ricevuti in questi anni durissimi, dall’incidente a oggi. Nel frattempo arriverà anche l’auto attrezzata, intorno a metà mese, così ci sarà tutto quel che è necessario per uscire, fare fisioterapia in spazi più adatti e andare in giro con la famiglia o con gli amici di sempre. «Per vivere il mondo – ripete Sauro -, una possibilità che ora ha perché tantissime persone ci hanno aiutato». Ventitremila gli euro necessari per l’ascensore, raccolti tramite varie iniziative che hanno avuto la solidarietà di un intero territorio, bene oltre la Val di Cornia. «Non voglio rischiare di non nominare qualcuno – ha aggiunto il babbo del ventiduenne campigliese -, per cui ringrazio ognuno di voi per il suo contributo. Non ho altre parole se non un grande grazie dal cuore a tanta generosità, per non averci mai fatto sentire soli e per aver permesso a nostro figlio di respirare finalmente aria fuori da queste quattro mura». Da ora si riapre un mondo agli occhi di Davide, con tanti stimoli e nuova speranza.

Annalisa Mastellone

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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