Attenzione
«Incendi, Barbetti alimenta sospetti»
Legambiente dura con il sindaco: «Chiarisca se ha dei dubbi sulla Forestale». Ma lui smentisce: «Un grande equivoco»
PORTOFERRAIO. È bastato un post del sindaco di Capoliveri per far divampare - mai termine fu più azzeccato - la polemica. Il sindaco è Ruggero Barbetti, primo cittadino di Capoliveri, e la pietra dello scandalo sono gli incendi dolosi di questi giorni e il ruolo svolto dal Corpo Forestale. Secondo Legambiente il sindaco «alimenta sospetti sull’operato della Forestale, una cosa intollerabile per una figura istituzionale».
La scintilla.
Il post “incriminato” di Barbetti arriva dopo i giorni caldi nel versante occidentale dell’isola d’Elba. Tra lunedì e martedì sera, tra San Piero, Sant’Ilario e Marina di Campo, sono scoppiati tre incendi in 24 ore. Tutti dolosi. «Questi strani incendi – ha scritto il sindaco di Capoliveri sulla sua pagina Facebook – fanno riflettere perché, dopo diversi anni di calma, avvengono in un momento istituzionale molto delicato in cui, con la fine dell’anno, verrà formalizzato il passaggio del Corpo Forestale nell'Arma dei carabinieri. Cui prodest? È necessario indagare a 360° gradi senza sconti per nessuno!».
Apriti cielo.
Le parole di Barbetti non sono passate inosservate all’associazione ambientalista Legambiente Arcipelago toscano che ha rilevato, tra le righe dello scritto del sindaco, un’allusione più o meno velata. «Di solito Legambiente non si occupa dei post su Facebook, anche quando sono pesantemente offensivi e diffamatori verso la nostra associazione, ma fa uno strappo alla regola quando i post provengono da figure istituzionali importanti e sicuramente Ruggero Barbetti, sindaco di Capoliveri, ex commissario del Parco e indiscusso leader del centro-destra elbano, è tra queste». Secondo gli ambientalisti il primo cittadino dovrebbe chiarire meglio il significato delle sue parole: «Se intendeva con questo avanzare un qualche sospetto sull'operato del Corpo Forestale dello Stato, sarebbe grave e ingiustificato, perché viene da un uomo delle istituzioni, che dovrebbe conoscere bene l'impegno della Forestale nella lotta agli incendi – spiegano da Legambiente – è proprio grazie alle indagini del Cfs che vennero arrestati e fermati gli incendiari che avevano messo a fuoco l'Elba. La si può pensare diversamente sull'abolizione del Corpo Forestale dello Stato e sul suo assorbimento nei carabinieri, ed evidentemente Barbetti, al contrario di Legambiente, pensa che il governo Renzi abbia fatto bene, ma è intollerabile che in qualche modo si faccia intendere che gli incendi elbani - ma anche quelli che hanno devastato molte regioni italiane? - siano una sorta di ritorsione».
In questi dolorosi giorni di lutto per il Paese, i Forestali sono stati subito in prima fila sul fronte del terremoto dell'Italia Centrale, consapevoli che a fine anno non ci saranno più le loro divise, ma senza mancare per questo al loro impegno e al loro dovere. La gente dell'Appennino sa bene che senza il Cfs quei luoghi saranno più indifesi, così come noi sappiamo bene che gli incendiari sanno che l'Elba dal prossimo anno sarà più debole e indifesa di fronte all'attacco dei nemici dell'ambiente, della bellezza e dell'economia della nostra isola, di fronte a chi vigliaccamente dà fuoco perché odia l'isola in cui vive e chi la difende: i volontari dalla protezione civile, i vigili del fuoco e il Corpo Forestale dello Stato».
Barbetti, rispondendo ai post sul suo profilo, aggiunge: «Magari ci fosse una pista. Trovare gli incendiari è molto difficile. Dobbiamo tutti confidare nel lavoro degli inquirenti. E ci vuole anche un po' di fortuna».
Ma per farlo, replica Legambiente, «non bisogna insinuare sospetti che in qualche modi indeboliscono gli inquirenti e capire che aver beccato gli incendiari qualche anno fa non è stato un colpo di fortuna, ma il frutto di un certosino lavoro di indagine del Corpo Forestale dello Stato che, a quanto sappiamo, si è scontrato anche con una diffusa omertà di una parte della popolazione. Ogni insinuazione e ipotesi, anche non voluta, rischia di favorire i veri responsabili dell'attacco criminale all'ambiente dell'Isola d'Elba e di distogliere l'attenzione da questi terroristi ambientali che ci hanno dichiarato una guerra vigliacca e insensata. Speriamo solo che questa pasticciata abolizione del Cfs non porti ad un vuoto investigativo e a una ulteriore diminuzione della prevenzione e dei controlli, perché allora gli incendi dolosi appiccati quest'anno dai nemici dell'Elba potrebbero essere solo la prova generale».
Barbetti chiarisce.
Il sindaco di Capoliveri, sentito dal Tirreno ha voluto chiarire meglio quanto voleva dire. «Il significato di quanto ho dichiarato è esattamente l’opposto di come è stato interpretato – spiega Barbetti – non volevo alimentare sospetti nei confronti della Forestale, ma dire soltanto che in una situazione delicata, dovuta al passaggio del Corpo Forestale nell’Arma dei carabinieri, c’è qualcuno che ci si vuole infilare, creando instabilità e allarme. Io sono un uomo di destra e sto dalla parte delle Forze dell'Ordine senza se e senza ma, anche quando qualche politicante ben pensante le percepisce come avversarie mentre fanno il loro lavoro di controllo dell'ordine pubblico nelle manifestazioni. La mia storia parla chiaro, non credo di dover aggiungere niente».
Acqua sul fuoco, dunque. Ma, si sa, quando un incendio parte è difficile da arginare.
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