Il Tirreno

Pronta la nuova banchina per le demolizioni navali

Cristiano Lozito
Una fase dei lavori per le nuove banchine sul porto (foto Paolo Barlettani)
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Una fase dei lavori per le nuove banchine sul porto (foto Paolo Barlettani)

A giorni avverrà la consegna ufficiale alla Piombino industrie marittime. All’inizio del 2017 via alle operazioni, ma la concorrenza asiatica si organizza

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PIOMBINO. Per la consegna della banchina alla Piombino industrie marittime, la società costituita la scorsa primavera dalla Fratelli Neri di Livorno e la San Giorgio del Porto di Genova per lo smantellamento e il refitting delle grandi navi, è ormai questione di giorni. Probabilmente già la prossima settimana la nuova azienda si insedierà sul porto di Piombino, con l’obiettivo di avviare la propria attività all’inizio dell’anno prossimo.
L’area della Pim è di circa sette ettari, l’investimento previsto è intorno ai 13 milioni, con prospettive occupazionali, una volta a regime, per circa 200 lavoratori.

L’attività dovrebbe partire con lo smantellamento di 18 navi militari della Marina (ma nel complesso il numero delle navi di cui è prevista la demolizione sono 38), per una commessa frutto di un accordo avviato ai tempi della Concordia, e sancita da impegni stabiliti nell’Accordo di programma e assunti dal ministero della Difesa.
«Fra l’altro non è detto – ha spiegato recentemente il commissario dell’Autorità portuale, Luciano Guerrieri – che Piombino industrie marittime si limiti alla demolizioni delle navi. Potrà anche fare ristrutturazioni o, addirittura, costruzione ex novo».

Intanto però nel business delle demolizioni, considerato interessante anche in Italia con le nuove normative europee per il riciclaggio sicuro ed ecocompatibile, sono in molti a tentare un ingresso.
E le stesse società asiatiche (in India, Pakistan e Bangladesh si svolge con bassi costi l’80% delle demolizioni in strutture improvvisate, dove è scarsa la sicurezza dei lavoratori e il rispetto dell’ambiente) provano a organizzarsi cercando le necessarie certificazioni.

E’ recentissimo a questo proposito il rilascio da parte di Rina Services del suo primo certificato ISO 30000:2009 e della relativa dichiarazione di conformità al antiere indiano Shubh Arya Steel di Alang.
Si tratta di uno dei principali siti per la demolizione e il riciclo delle navi ad Alang e, secondo quanto riportato dal portale The Meditelegraph oltre ad aver stanziato importanti investimenti in infrastrutture per soddisfare i requisiti della convenzione Imo di Hong Kong per il riciclo sicuro e sostenibile delle navi, ha anche migliorato il proprio sistema di gestione in linea con gli standard Iso.

Piombino comunque ci prova: secondo un altro portale specializzato, stavolta nel mondo dell’acciaio, Siderweb, il cantiere Pim una volta terminati i lavori di realizzazione degli impianti, potrebbe essere certificato dall’Ue come un luogo nel quale poter smantellare anche le navi civili, e sarebbe l’unico porto in Italia a disporre di questa certificazione e uno dei pochi in Europa.
 

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