Il Tirreno

La minoranza si schiera con gli street fooder

Il Polpaio a Portoferraio
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Il Polpaio a Portoferraio

La polemica sulle attività itineranti approda in consiglio: l'opposizione chiede a Ferrari la revoca dell’ordinanza

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PORTOFERRAIO. Giù le mani degli apini dello street food. Le polemiche di questi giorni, seguite all’ordinanza emessa dal Comune di Portoferraio sulle attività di commercio itinerante arrivano sui banchi del consiglio comunale. La minoranza ha infatti presentato in queste ore una mozione (firmata dalla capogruppo di Cambiare in Comune Alessia Del Torto) e un’interpellanza (che porta la firma dei consiglieri del gruppo Pd). La richiesta nei confronti dell’amministrazione Ferrari, univoca, è di ritirare l’ordinanza incriminata.

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Tutti i consiglieri di minoranza, che in questi giorni hanno seguito l’evolversi della vicenda, ritengono le misure volute dall’amministrazione comunale troppo penalizzanti nei confronti dei titolari della attività ambulanti. E in particolare per i tre street fooder portoferraiesi (Il Polpaio, Panzerotto Gourmet e Violet’s Bar).
«È alquanto inverosimile che un chioschetto di polpo o panzerotto possa inficiare il funzionamento dell’intera rete distributiva sul territorio comunale di Portoferraio (altrimenti saremmo veramente messi molto male) – attacca con la sua mozione, Alessia Del Torto – vogliamo invece evidenziare due aspetti che sono parsi indice di “non correttezza” ed espressione di una scelta errata in termini dell'atto adottato per stravolgere la situazione precedente».

Il riferimento di Del Torto è in primo luogo al limite massimo di un’ora di sosta, inserito nell’ordinanza comunale. «Appare chiaro – insiste Del Torto – come non vi sia alcuna consapevolezza, o addirittura non sia stata rispettata, la consuetudine commerciale propria delle specifiche attività interessate perché è prevedibilmente impensabile riuscire a produrre quei prodotti alle condizioni note a tutti (olio e acqua bollente per esempio) nell'arco temporale brevissimo di un'ora, compreso il montaggio e lo smontaggio».
Secondo la consigliera di minoaranza è condivisibile la critica che «non sia affatto corretto cambiare le regole del gioco a gioco iniziato solo per qualche lamentela ricevuta; corretto sarebbe stato invece se l'amministrazione in carica, preso atto delle lamentele, avesse analizzato complessivamente tutte le eventuali problematiche derivanti da questa nuova tipologia di commercio e avesse discusso una proposta di regolamento con tutte le forze politiche e non soltanto ascoltando qualche lamentela “di parte”.

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Con un’interpellanza il Pd chiede all’amministrazione di revocare l’ordinanza e chiede quali misure intende adottare per tutelare il commercio e i giovani dello street food. Anche per i consiglieri le misure introdotte con l’ordinanza sono troppo penalizzanti. «Si obbliga l'operatore itinerante a non fermarsi più di un'ora nel medesimo posto; a spostarsi in altro luogo distante almeno 200 metri e a non ritornare più al posto iniziale – spiegano i consiglieri – Insomma una trottola ambulante con i possibili clienti che mentre mangiano un panzerotto o bevono una bibita inseguono l'apino, cosa più complessa per il polpo perché rischiano i clienti come i gestori, di finire ustionati dall'olio bollente che usano per la cottura».

Il Pd contesta anche il “tempismo” dell’ordinanza, emessa in piena stagione turistica, quando tutti hanno la possibilità di far sperimentare i propri servizi ai cittadini e ai turisti.

«Noi crediamo che questi giovani vadano sostenuti e non ostacolati – concludono i consiglieri di opposizione – Nel rispetto della legge, certo. Ma prima di tutto nel rispetto di quel principio di liberalizzazione delle attività commerciali ormai ampiamente recepito nella recenti leggi di settore, a cui i regolamenti comunali devono ovviamente adeguarsi e soprattutto nel rispetto delle giovani persone che hanno avuto intuizione, gusto e capacità di mettersi in gioco».

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