Il Tirreno

Muore schiacciato dal suo camion

di Luca Centini
Muore schiacciato dal suo camion

Giuseppe Feola è stato travolto dal mezzo che portava bombole di gas e da cui era appena sceso: lascia la moglie e due figli piccoli

3 MINUTI DI LETTURA





CHIESSI. È stato un attimo. Giusto il tempo di uscire dall’abitacolo e muovere pochi passi sulla strada sconnessa. Giuseppe Feola, campese di 37 anni, è stato travolto dal camion cisterna che solo pochi secondi prima stava guidando. È rimasto schiacciato dal mezzo pesante che è venuto giù in retromarcia, finendo per trasformarsi in una trappola mortale. Il tragico incidente sul lavoro accade alle 9, a Chiessi: Giuseppe Feola percorre la strada stretta e dissestata di via del Tofonchino, a bordo del camion cisterna della Lampogas, la ditta per la quale lavora. C’è da andare a trovare alcuni clienti, da rifornire alcune utenze domestiche.

Ma qualcosa va storto. La ricostruzione di quanto accaduto è ancora da accertare: il fatto certo è che alle 9 il camion cisterna viene giù in retromarcia, urtando un furgone parcheggiato (finito quasi fuori strada) e poi schiacciando il suo autista che nel frattempo è sceso sulla strada.

Due le ipotesi più accreditate. La prima: il camion non riesce a risalire lungo la strada per la forte pendenza. L’autista percorre alcuni metri in retromarcia, in discesa, per poter dunque prendere di nuovo la marcia in salita. Ma, mentre scende, urta un camioncino parcheggiato sul lato della strada. Giuseppe esce dall’abitacolo e scende in strada, probabilmente per verificare il danno, ma il camion cisterna viene giù in retromarcia e investe l’uomo, che rimane schiacciato sotto la parte inferiore del mezzo pesante.

Non è escluso però - e questa è la seconda ipotesi - che l’addetto del gas sia rimasto schiacciato nel tentativo di fermare la discesa del suo camion, che nel frattempo aveva urtato il furgone parcheggiato. In entrambi i casi resta da capire se l’impianto frenante fosse attivato o meno e il motivo per il quale il mezzo non sia rimasto fermo sul posto.

È una signora, residente in via del Tofonchino, a rendersi conto della tragedia. Lancia un urlo sgomento, nel giro di pochi secondi altri vicini scendono in strada e lanciano l’allarme. Il 118 invia sul posto gli uomini della Misericordia di Pomonte e del Santissimo Sacramento di Portoferraio con il medico a bordo. In un terreno di Chiessi atterra anche l’elicottero Pegaso da Grosseto, arrivano i carabinieri, la polizia municipale, una squadra dei vigili del fuoco. La mobilitazione è massima, ma ben presto le speranze svaniscono nel nulla.

Il corpo senza vita di Giuseppe Feola è incastrato sotto il camion, le operazioni dei vigili del fuoco, drammatiche, sono particolarmente complesse e vanno avanti per diverse ore. C’è bisogno di mezzi meccanici e di un’officina mobile per rimuovere una parte del retrotreno del camion, venuto giù in retromarcia lungo la strada in discesa. A metà mattinata arrivano a Chiessi i familiari e gli amici di Feola: non riescono a credere a quello che vedono, ad accettare una morte di per sé inspiegabile. Solo intorno all’ora di pranzo il corpo viene liberato e portato all’obitorio dell’ospedale di Portoferraio, in attesa del nullaosta della Procura.

L’inchiesta. Saranno i carabinieri elbani, coordinati dalla Procura di Livorno, a indagare per chiarire la dinamica esatta del tragico infortunio sul lavoro. I militari stanno lavorando in collaborazione con gli addetti del servizio di medicina legale dell’Asl, a cui spettano le verifiche relative alla disciplina del lavoro. La salma di Feola è già a disposizione della famiglia, dal momento che la Procura ha deciso di non disporre l’autopsia. Il camion cisterna è stato messo sotto sequestro: è probabile che la Procura disponga a breve una perizia tecnica con l’obiettivo di spiegare perché il mezzo pesante si sia mosso, venendo giù dalla discesa e finendo per travolgere il lavoratore. In particolare la perizia chiarirà se l’impianto frenante del camion sia stato attivato e se abbia funzionato regolarmente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa