Il Tirreno

Un piano da 5 milioni per proteggere la costa

di Luca Centini
Un piano da 5 milioni per proteggere la costa

Previsti 12 interventi anti smottamento dalla spiaggia del Sansone fino all’Enfola Tre i ripascimenti contro l’erosione, parte la caccia ai finanziamenti ministeriali

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PORTOFERRAIO. Un piano da circa 5 milioni di euro per mettere in sicurezza la costa portoferraiese e per proteggerla dall’erosione. Stanno lavorando a questo i tecnici incaricati dal Comune di Portoferraio, con l’obiettivo di mettere a punto tutta la documentazione e progetti mirati per la mitigazione del rischio idrogeologico, step necessario per poter chiedere finanziamenti ministeriali e comunitari. Del resto quello dello sfaldamento della costa, con particolare riferimento alla “costa degli Argonauti” è un’emergenza concreta per Portoferraio, basti pensare a quanto è accaduto lo scorso giugno, quando una parte del costone roccioso è venuto giù sulla spiaggia della Sorgente, per fortuna in un momento in cui non erano presenti bagnanti.

Con la determina del dirigente responsabile dell’area tecnica Mauro Parigi l’amministrazione comunale ha infatti affidato le indagini sullo stato della costa e la redazione della documentazione necessaria a chiedere i finanziamenti al geologo Mauro Ceccherelli, che sta portando avanti la ricognizione in collaborazione con gli ingegneri Federica Raspolli (si è occupata della costa a rischio frana) e Luciano Fantoni (si è occupato del progetto anti erosione).

In questi giorni i professionisti stanno portando a termine la progettazione di un articolato piano di difesa della costa, suddiviso in due attività diverse.

La costa si sbriciola. La prima attività consiste nella progettazione preliminare di ben dodici interventi di attenuazione del rischio idrogeologico, con interventi mirati nei punti più a rischio della costa portoferraiese. A giugno la spiaggia della Sorgente (Acquavivetta) è stata oggetto di una frana particolarmente pericolosa, nell’estate precedente una roccia venne giù a Sansone, ferendo in modo piuttosto serio un bagnante. Tanto basta per spiegare come la questione del rischio frane, a Portoferraio, sia particolarmente sentita.

Tra gli interventi di mitigazione del rischio sono previste varie attività di disgaggio, una tecnica utilizzata per la messa in sicurezza di una parete rocciosa che comporta la rimozione delle parti a rischio di crollo. Il disgaggio è la soluzione prospettata in alcune delle più delicate località balneari della città: da Capobianco alla Sorgente, fino a Sansone, Enfola e Cala dei Frati. A Sottobomba, alle Viste e alla spiaggia della Pinetina i tecnici contano invece di poter installare delle reti metalliche paramassi, mentre a Buca Grande una palificata in legno. L’insieme degli interventi verrebbe realizzato con una spesa stimata di circa 3,5 milioni di euro.

Spiagge da rafforzare. La seconda attività di mitigazione del rischio idraulico, necessaria a far fronte al problema dello sfaldamento della costa, consiste nel ripascimento di tre spiagge particolarmente colpite dal fenomeno dell’erosione costiera. I tecnici incaricati dall’amministrazione comunale hanno individuato tre punti critici, due nella costa sud della città e una nella costa ovest. Il primo intervento consiste nel ripascimento, attraverso l’immissione di una cospicua quantità di ghiaia fine, della spiaggia tra Schiopparello e Magazzini, dove il fenomeno persistente dell’erosione marina, unita allo stop delle attività agricole e del ricarico naturale dei fossi, ha ridotto ai minimi termini l’arenile. Il mare in questi anni ha scavato senza sosta la costa, arrivando a danneggiare in modo visibile e a far crollare i muri delle vecchie aziende agricole. Il ripascimento permetterebbe di ricostituire la linea di battigia più verso il mare, scongiurando il rischio dell’intrusione del mare nell’area umida delle Prade. Un intervento simile a quello pianificato per San Giovanni, nel punto in cui il muro dell’azienda agricola San Marco è stato in larga parte danneggiato dall’erosione del mare. Anche in questo caso la spiaggia verrebbe riempita con l’innesto di ghiaia fine e sarebbero inoltre posizionati dei massi a difesa della costa. Il terzo ripascimento è previsto invece a Viticcio, nella parte più a sud e quindi verso la Biodola. In questo caso l’immissione di ghiaie renderebbe più accogliente e fruibile la spiaggetta.

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