Toscana
Un messaggio nella bottiglia riaffiora alle Ghiaie
La lettera di un bambino tedesco recuperata dai bagnanti Dal Buddha ai frigobar, quando il mare elbano dà delle sorprese
PORTOFERRAIO. Come in un film. Il vento di maestrale e la mareggiata hanno portato sulla spiaggia delle Ghiaie una bottiglia con all'interno un messaggio. Un foglio in parte bagnato dall'acqua di mare, che però non ha vanificato la lettura dello scritto. L'autore è un bambino tedesco di 11 anni. Non si conosce il punto in cui la bottiglia è stata immersa, né si sa quanto abbia viaggiato per mare. Di certo la voglia di comunicare, di trovare un contatto, ha prevalso rispetto alla furia delle correnti. L’acqua e il sale hanno solo in parte danneggiato lo scritto, scolorendo alcune parole.
Nella giornata di domenica la bottiglia è stata recuperata dai bagnanti della spiaggia degli Argonauti. Il bambino ha lasciato il nome e il suo indirizzo, vuole essere contattato da chi ha letto il messaggio. L'immagine della bottiglia è stata pubblicata sulla pagina Facebook "Sei dell'Elba se..." da Barbara Ravasi che in queste ore sta cercando di mettersi in contatto con l’autore del messaggio. Magari potrebbe nascere una bella amicizia.
Il precedente. Il mare dell’isola d’Elba non è nuovo al fascino dei messaggi in bottiglia. “Message in the bottle”, per dirla come Sting. Il precedente più suggestivo risale a undici anni fa. Siamo all’Enfola, Portoferraio. Giuliano Tani recupera una strana bottiglia galleggiante. Al suo interno un messaggio scritto in inglese: «My name is Benny. I cannot write yet, so my mother does it on behalf of me. Please write me if you receive and open this bottle. Ciao». Solo pochi giorni prima era stata la madre di Benny, la signora Van de Ven, turista olandese, a scrivere il messaggio, affidando alla bottiglia il ricordo della bella vacanza trascorsa. Ha immerso la bottiglia di vetro nel mare di Castiglioncello, con al suo interno il messaggio, l’indirizzo e cinque euro per le spese di spedizione per l’eventuale risposta. In quel caso il viaggio della bottiglia fu breve. Da Castiglioncello all’isola d’Elba. E la riposta da Portoferraio non si fece attendere.
Le storie riaffiorano. I messaggio navigano e in qualche modo arrivano a destinazione. Ma il mare, talvolta, fa riaffiorare ricordi, oggetti curiosi e dolori mai sopiti. È il maggio del 2013 quando sulla spiaggia della Madonna, vicino a Sant’Andrea, affiora una singolare statua di Buddha, alta 80 centimetri. La sorpresa dei bagnanti fu enorme. L’immagine del Buddha fece il giro del web, tanto che qualcuno la riconobbe, sostenendo di averla vista in uno dei saloni della Concordia. Il ricordo di un viaggio di molti anni prima, dunque, unito al dolore ancora fresco della tragedia del Giglio, risalente a più di un anno dal ritrovamento della statua. Ad Ortano, nel novembre del 2013 alcuni bagnanti hanno recuperato sul bagnasciuga quattro frigobar, notevolmente danneggiati dall’acqua di mare. Non si è capito se anche quelli appartenessero alla Concordia. È più probabile che siano stati portati in mare, strappati da un’alluvione da qualche struttura ricettiva della costa. All’interno dei frigobar erano ancora presenti bottiglie e lattine, svuotate.
E che dire della valigia, quella sì della Costa Concordia, ritrovata a Cala Seregola dieci mesi dopo il naufragio del gigante del mare. Era di un austriaco che non rientrava tra i passeggeri dispersi. Era aperta, contrassegnata dal logo della Costa Crociere, ha viaggiato per 35 miglia e per 300 giorni, prima di riemergere dall’oblio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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