Proteste
«Gli ungulati sono devastanti, danni gravi e spese elevate»
PORTOFERRAIO. L’annata per il vino sarà ottima? Può darsi. Ma è tanto lo sconforto per molti coltivatori per i danni subiti dai cinghiali. Le uve semi perfette di quest’anno, hanno attirato gli...
PORTOFERRAIO. L’annata per il vino sarà ottima? Può darsi. Ma è tanto lo sconforto per molti coltivatori per i danni subiti dai cinghiali. Le uve semi perfette di quest’anno, hanno attirato gli ungulati che si stanno alimentando nelle vigne.
«Più che la bontà dell'uva – commenta l’agronomo Italo Sapere – è la grande sete che li muove, vista la siccità. Con i nostri grappoli riescono ad assumere liquidi. Sto mettendo altre reti di protezione per limitare le loro “vendemmie”. Altre spese oltre i danni. Ne sa qualcosa la tenuta Le Sughere Montefico del riese. «La vendemmia è iniziata in anticipo, anche per evitare che i cinghiali mangino tutto – evidenzia l’agronoma Giulia Spada – La situazione peggiora ogni anno, ormai i cinghiali entrano nelle vigne anche alla luce del sole. Li avvistiamo tra le 7 e le 9, poi tra le 19 e le 21, anche negli appezzamenti prossimi al centro abitato di Rio Marina. Abbiamo branchi di circa venti elementi. Superano facilmente le recinzioni elettrificate a tre fili e il primo cinghiale si immola abbattendo il filo elettrificato e tutti gli altri dietro di corsa verso il prelibato banchetto. Nel complesso la stagione è stata buona, l’uva è sana, poiché il versante non ha visto una piovosità maggiore rispetto alla media e non si è verificata un’alta incidenza di patologie provocate da crittogame, come in altre zone continentali. A voler essere pignoli, c’è stato qualche piccolo problema di allegagione in alcuni appezzamenti fronte mare, ma l'unico vero, grande ed insormontabile problema sono stati gli ungulati. Già l'anno scorso – conclude – abbiamo richiesto un risarcimento per danni all’Atc di Portoferraio, ma ad oggi non è arrivato ancora niente. Al telefono gli uffici, quando rispondono, forniscono laconiche rassicurazioni sulle tempistiche di indennizzo e quando ci si presenta in ufficio nel giorno di ricevimento si trova chiuso. Un biglietto sulla porta dice di prendere un appuntamento telefonico e la tiritera continua. Ottimo servizio».
«Faremo una stima precisa dei danni – aggiunge Spada – migliaia di euro, e quindi altra richiesta di risarcimento. Prima o poi ci pagheranno. Altri colleghi mi hanno segnalato ingenti danni alle colture, tra i quali: Dimitri di Montefabbrello, con problemi anche ai campi di cereali, poi l’Acquabona che ha avuto colpite le vigne e lo stesso Arrighi a Porto Azzurro. È un problema della maggior parte degli agricoltori elbani. Lo sconforto è grande». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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