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La rivolta dello street food: «Con questa ordinanza non lavoriamo più»
La rabbia dei commercianti ambulanti dopo il giro di vite imposto dal Comune. Chiesto un incontro al sindaco: «Stiamo valutando di fare ricorso al Tar»
PORTOFERRAIo. Un colpo basso nel pieno della stagione turistica. I commercianti ambulanti, pionieri dello street food all’isola d’Elba, hanno interpretato in questo modo l’ordinanza emessa il 22 agosto a firma di Rodolfo Pacini, comandante dei vigili urbani di Portoferraio, che determina una serie di restrizioni allo svolgimento delle attività del commercio sulle aree pubbliche in forma itinerante, con l'individuazione di aree vietate e specifiche modalità di svolgimento. Norme che sembrano molto limitanti.
«Non ci vogliono far lavorare», tagliano corto Giulia e Vincenzo, i titolari dell’Ape ambulante chiamato “Panzerotto gourmet”. I due annunciano, a breve, un incontro chiarificatore (forse) col sindaco di Portoferraio Mario Ferrari. L’ordinanza ha fatto arrabbiare anche Rosario Greco, del "Viola's Bar", che sta valutando in queste ore di fare un ricorso amministrativo, cui dovrebbero partecipare anche i fratelli Paoli, Marco e Giacomo, che gestiscono l'apino de "Il polpaio".
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Le nuove disposizioni, per stessa ammissione dell'assessore al commercio Angelo Del Mastro, sono nate anche in seguito alle pressioni fatte da commercianti della città medicea, che non vedono di buon occhio la concorrenza di tali ambulanti. Vediamo, in sintesi, le restrizioni imposte con la nuova ordinanza: i venditori itineranti non potranno sostare più di un'ora in un certo luogo, dopodiché dovranno spostarsi almeno di 200 metri, senza tornare poi al medesimo punto o area, nel resto del giorno. No alla loro presenza in concomitanza di fiere, mercati settimanali: gli ambulanti dovranno stare oltre i 500 metri da tali eventi. Il cibo trattato dovrà essere esposto sul mezzo di trasporto, quindi intorno niente tavolini; vietato poi l'accesso a spiagge e aree demaniali e nemmeno nel centro storico o nelle aree interdette al traffico o incompatibili col codice della strada. Infine non possono stare neppure sulle strade provinciali e nelle loro vicinanze. Chi trasgredisce le regole imposte dovrà pagare una sanzione dai 250 ai 1500 euro.
Greco ha idee precise in proposito. «Si tratta di un'ordinanza che prova a mettere regole in assenza di un vero regolamento del commercio – spiega – infatti il Comune di Portoferraio non lo ha ancora adottato, diversamente da quello che hanno fatto gli altri sette Comuni isolani. Ma le disposizioni devono essere rispettose di tutti e della legge nazionale del commercio e a questo proposito faremo verifiche che l'ordinanza sia in linea con le varie norme, regole che devono garantire a chiunque di poter lavorare al meglio. Portoferraio viene chiamata ironicamente "Mortoferraio", non è colpa di noi ambulanti se le cose non vanno bene, è segno che non è stata creata una gestione del turismo adeguata e utile ad attrarre la gente nel nostro ambiente. Ci vogliono programmazioni che aiutino le attività economiche. Noi giriamo tutta l'isola in ogni caso e non abbiamo particolari problemi, il nostro "Violet's Bar" ha successo e addirittura troviamo collaborazione dai colleghi a postazione fissa, come a Marina di Campo, dove alcuni ci riforniscono di ghiaccio o all'occorrenza di bibite e quant'altro. È questa la chiave del progresso dell'isola: la condivisione, la solidarietà fra gli operatori, per dare maggiori e migliori servizi».
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È molto amareggiato Marco Paoli, che ha lasciato la professione di avvocato per vivere il turismo nel proprio ambiente, insieme al fratello Giacomo, rilanciando l'attività tradizionale del polpo lesso all'elbana, che fa immagine per la città di Portoferraio. «Un'ora in un luogo e poi dobbiamo spostarci secondo la regola imposta – dice – Vuol dire non farci lavorare, ci vuole del tempo per fare lessare il polpo fresco e altre manovre di servizio, ci vuole tempo per fare bene. Negli altri Comuni isolani abbiamo 2-3 ore di tempo per stare in una certa postazione. E sono gli enti locali che ci chiamano perché siamo un'attrattiva per lo stesso Comune, ad esempio Rio Marina ci chiama spesso ed anche altri luoghi. Siamo stati invitati ad andare anche fuori Elba, a Piombino, Lucca ed anche a Milano per partecipare a certe fiere, proprio perché rappresentiamo Portoferraio e l'isola. È assurdo che la nostra città ci crei problemi, non possiamo andare in centro storico: è una sorta di miopia. Siamo stati citati anche nella rivista nazionale "La cucina italiana" in un articolo intitolato "L'isola dell'imperatore". Ma ci rendiamo conto dell'errore che secondo noi stanno facendo. Faremo ricorso amministrativo. E poi se scade l'ora e io ho 10 clienti che attendono di essere serviti come faccio a spostarmi? Il commercio in generale e quello ambulante devono essere favoriti non ostacolati».
Anche la coppia del Panzerotto gourmet fa delle riflessioni. «Abbiamo chiesto un incontro con il sindaco perché siamo basiti da questa ordinanza – spiegano – dei commercianti, lo sappiamo, non ci fanno fare vita. Altri, invece, ci appoggiano. Quello del Comune è un provvedimento mirato contro di noi per non farci lavorare nel giusto modo».
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