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«Subito l’area marina protetta»

«Subito l’area marina protetta»

Legambiente risponde a Barbetti: ma non voleva portarci i profughi?

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PIANOSA. Prima dell’accesso regolamentato delle barche si pensi a istituire finalmente l’area marina protetta di Pianosa. È la risposta che Legambiente Arcipelago toscano dà al sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti, riguardo al posizionamento di boe intelligenti per le barche da diporto.

«Quella delle boe intelligenti – spiegano dall’associazione – per evitare l'ancoraggio selvaggio che vediamo anche all'Elba, è una vecchia proposta di Legambiente che è stata ignorata e lasciata cadere proprio dalle amministrazioni comunali elbane, è quindi un bene che oggi torni in auge e che qualche sindaco la faccia propria».

A Legambiente, tuttavia, non sfuggono alcune contraddizioni alla base della proposta di Barbetti. «Ora, di fronte agli yacht dei ricchi l'isola è diventata nuovamente “bene comune”, mentre quest'inverno Barbetti voleva trasformarla in un centro di raccolta per migliaia di profughi e proponeva come modello quello australiano: la deportazione nelle isole di Nauru e Manu. Le boe intelligenti sono certamente meglio di un fallimentare lager per poveri cristi, ma Barbetti, che è uno dei pochi sindaci favorevoli, scorda una cosa: a Pianosa non esiste una vera e propria area marina protetta e per quanto riguarda l'Elba sono stati proprio i comuni ad aver impedito che se ne potesse solo discutere».

È questo, secondo Legambiente, il vero scandalo, non «le multe che devono giustamente pagare i furbetti degli yacht che violano il mare protetto di Pianosa, disposti a pagare sanzioni per loro irrisorie. Senza l’area protetta sarà difficile far passare le boe per i "poveri ricchi" che si lamentano di non poter andare a Pianosa con gli yacht, cosa che, comunque, non ci sembra proprio una priorità».

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