Il dolore
Spiaggia e mare, dove la natura trionfa
Da Carbonifera a Torre Mozza tanti turisti anche a fine agosto. Proteste per bus, parcheggi e le poche piste ciclabili
PIOMBINO. Da Carbonifera a Torre Mozza è la natura il vanto della costa. L’acqua limpida e la spiaggia bianca sono affiancate da una vegetazione che non lascia spazio a edifici residenziali o strade trafficate.
«Ma qui c’è proprio la natura incontaminata, che bello», dice una ragazzina a suo padre lungo uno dei sentieri che portano a Carbonifera. Stabilimenti balneari, spiaggia libera, campeggi e ristoranti con la terrazza che quasi si tuffa nel mare. Il paesaggio è diverso rispetto a quello che si può ammirare a Baratti, ma la bellezza della natura è apprezzata anche qui. «Ai turisti piace molto che dietro alla spiaggia ci sia la pineta – dice Raphael Cappelli, titolare del bagno Onda Blu, a Carbonifera -. Vengono qui anche perché sanno che possono prendere il sole senza trovarsi case o passeggiate affollate alle spalle, cosa che invece avviene, ad esempio, a Follonica». A scegliere lo stabilimento balneare sono soprattutto famiglie. I ragazzi, invece, preferiscono usufruire della spiaggia libera.
Ma prima di stendere l’asciugamano sulla sabbia occorre trovare un posto per lasciare l’auto. A Carbonifera i turisti si lamentano perché non ci sono abbastanza parcheggi. Per di più quelli presenti sono tutti a pagamento. «Scusi, ha da cambiare cinque euro in soldi spicci? – chiede un ragazzo -. Queste macchinette prendono solo monete, le sembra possibile una cosa del genere?».
Un’altra protesta dei villeggianti è relativa ai mezzi pubblici che partono dai vari paesi per raggiungere le località di mare. Sono, a detta di molti, troppo pochi e con una frequenza troppo bassa. Qualcuno lamenta anche una scarsa presenza di piste ciclabili. «Più che del prezzo del parcheggio – dice Cappelli -, i turisti a Carbonifera si risentono dei pochi posti auto e del fatto che, pur pagando, il parcheggio non sia custodito. Spesso infatti avvengono dei furti. Ma, fatti salvi questi aspetti, la zona è molto amata per l’acqua limpida e il verde che la caratterizza. Sono tanti i turisti che tornano, stagione dopo stagione».
E a Carbonifera di turisti, anche a fine agosto, ce ne sono tanti. Ci sono stranieri, ma anche molti italiani, che magari scelgono un fine settimana di sole. Vengono prevalentemente dalle città della Toscana e dal nord Italia. Al bar ristorante Il Pino si sente una babele di dialetti, diverse persone sono sedute a prendere un caffè sulla terrazza del locale che è tutt’uno con il mare. Di locali così, con vista mare, ce ne sono diversi su questo tratto di costa e il panorama che permettono di ammirare, una volta seduti ai tavoli, è sicuramente il loro punto di forza. Camminando da Carbonifera a Torre Mozza ne troviamo almeno tre, così come ci lasciamo alle spalle diversi stabilimenti balneari che intermezzano la spiaggia libera. Circa a metà del tragitto, poi, gli ombrelloni del Pappasole, campeggio con una capienza di 2.300 persone aperto dal 1986. «Abbiamo circa 380 ombrelloni – dice Paolo Baldassini, direttore del Pappasole – e un bar attrezzato in pineta. I turisti amano soprattutto l’aspetto naturalistico del territorio, in cui il campeggio si inserisce senza eccessivi stravolgimenti. Vorrebbero invece una viabilità migliore e una frequenza di mezzi pubblici più significativa». Il Pappasole, oltre alla spiaggia, mette a disposizione piazzole, bungalow e caravan in affitto. Ha una nicchia di clienti affezionati che frequentano il camping da anni e una clientela costituita per la maggior parte da famiglie.
Nella struttura è anche possibile portare animali. «L’altro giorno ci ha telefonato una signora chiedendoci se avrebbe potuto portare in vacanza il suo criceto in gabbia – dice Barbara Landi, vice direttore –. Ma la scena più simpatica è stata senza dubbio quella del pappagallo. Un signore aveva appeso la gabbia con il pennuto fuori, in una piazzola. Faceva molto caldo quel giorno e così ha deciso di puntare il ventilatore fisso sull’animale per fargli vento». Campeggi, stabilimenti, spiaggia libera, le scelte per i bagnanti sono molteplici. Vale pure per Torre Mozza. Qui di mattina il tratto di spiaggia sottostante la costruzione è all’ombra, con disappunto di un turista. «Ma che spiaggia è una spiaggia senza sole?», dice. «Guarda che durante il giorno il sole si muove. L’ombra si sposta», gli risponde un amico. Così la famosa torre che accarezza il mare assume le sembianze di una meridiana. E scandisce il passare delle ore sulla spiaggia di questa parte della costa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
