Il Tirreno

Bertocci compra le centrali Edison

Cristiano Lozito
La centrale Cet2 della Edison e sopra, a destra, il patron della Bertocci, Massimiliano Spagnesi
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La centrale Cet2 della Edison e sopra, a destra, il patron della Bertocci, Massimiliano Spagnesi

Obiettivo distribuire energia alle aziende che si insedieranno sul porto, nell’accordo anche l’assunzione di 23 lavoratori

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PIOMBINO. La Bertocci ha messo le mani sul sito Edison di Piombino e cioè sulle due centrali, la Cet3 che funzionava a ciclo combinato (turbina a gas, compressori centrifughi, generatore di vapore a recupero e turbina a vapore con potenza complessiva di 180 Mw/h) e la Cet 2, centrale termoelettrica con caldaie convenzionali con potenza complessiva di 65 Mw/h.

Secondo fonti sindacali l’amministratore delegato, Massimiliano Spagnesi, ha già firmato un contratto preliminare per l’acquisto che sarà perfezionato prevedibilmente in tempi brevi, dopo un incontro con i sindacati, il 5 settembre.

Nell’accordo per l’acquisto delle centrali infatti c’è anche l’assunzione dei 23 lavoratori rimasti con Edison, con l’altra metà dei dipendenti che invece ha accettato la ricollocazione in altri siti Edison, oppure ha approfittato degli incentivi aziendali per l’autoimprenditoria.

Per i lavoratori Edison, personale con alte professionalità, gli ammortizzatori ormai sono quasi alla conclusione (novembre), l’arrivo di Bertocci comporterà il passaggio dal contratto degli elettrici a quello metalmeccanico, meno favorevole ma comunque un’opportunità per chi, per varie ragioni, non accetterà le proposte ancora in piedi da parte di Edison.

Per i lavoratori il problema sarà comunque probabilmente quello di passare da una cassa integrazione all’altra (tra l’altro più bassa) per un periodo che varie considerazioni fanno pensare non inferiore ai due anni.
Se infatti Spagnesi non ha rivelato pubblicamente le proprie intenzioni, certo è che l’affare è legato allo sviluppo del porto e in particolare all’arrivo di General Electric, azienda particolarmente energivora.

Una delle ipotesi che circolano è quella che Bertocci abbia intenzione non tanto di riattivare le centrali (impensabile e antieconomico pensare a combustibili diversi da quelli usati con Lucchini, cioè gas di altoforno e cokeria, ovviamente non più disponibili) quanto di ristrutturare il sito per farlo diventare un impianto di distribuzione di energia dedicato alle aziende sul porto.

Ma dal punto di vista di Bertocci è chiaro che l’affare è legato non solo a questo aspetto, o alla possibilità di usufruire dell’impianto di riciclo delle acque reflue, ma anche al posizionamento in una delle aree strategicamente più importanti del prossimo futuro.

Nulla fin qui è filtrato sui termini economici dell’accordo, certo è che anche Edison avrà il suo vantaggio, non tanto legato al un prezzo di vendita, quando al fatto di non dover ottemperare agli obblighi di smontaggio e bonifica dei suoi impianti nel sito piombinese.
 

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