Il dolore
Spiaggia apparecchiata alla Foce di Campo
MARINA DI CAMPO. Non c’è niente da fare. L’ombrellone selvaggio è duro a morire. Nonostante le segnalazioni, gli articoli di giornale e i vari blitz e sequestri della guardia costiera, i furbetti...
MARINA DI CAMPO. Non c’è niente da fare. L’ombrellone selvaggio è duro a morire. Nonostante le segnalazioni, gli articoli di giornale e i vari blitz e sequestri della guardia costiera, i furbetti della spiaggia non desistono e continuano a occupare, fin dalla notte, le spiagge sistemando asciugamano, lettini, ombrelloni e altre attrezzature balneari. L’obiettivo è chiaro, conquistare il posto più vicino alla battigia, fronte mare, senza avere il grattacapo di doversi svegliare presto la mattina. E il povero bagnante che, di buon ora, arriva in spiaggia pronto per piantare il suo ombrellone, trova buona parte dello spazio di spiaggia pubblica occupato da postazioni balneari fantasma. Ieri mattina siamo andati a Marina di Campo, zona la Foce, per verificare se la pratica dell’occupazione abusiva del demanio marittimo fosse in qualche modo cessata. E invece sulla spiaggia, nella zona della Foce, lo spettacolo che ci siamo trovati di fronte fin dalla prima mattina è lo stesso dei giorni scorsi. Una distesa di ombrelloni, alcuni chiusi, altri lasciati aperti. E poi asciugamano stesi a pochi metri dal mare, poltroncine e lettini. Con un piccolo particolare: di bagnanti neanche l’ombra. La pratica della spiaggia apparecchiata è particolarmente odiata dagli utenti della spiaggia pubblica, che già devono fare i conti con gli spazi ristretti rispetto ad alcuni anni fa in seguito al proliferare di stabilimenti balneari privati e punti blu.
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