Il Tirreno

Mare, natura e un mojito in compagnia

di Claudia Guarino
Mare, natura e un mojito in compagnia

Dal Pino alla Sterpaia: una zona molto amata dai turisti ma anche dai residenti per l’ampiezza della spiaggia libera

4 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Appena entri in acqua, se non ci sono onde, riesci a vedere i pesci che nuotano intorno. Di mattina poi, l’atmosfera è magica. Non c’è quasi nessuno e a farti compagnia sono il rumore del mare e i canti delle cicale provenienti dalla pineta.

Dal Pino al Parco della Sterpaia, passando per Mortelliccio, è la natura a fare da padrona, con la pineta e i suoi sentieri che non permettono alle auto di avvicinarsi troppo al mare.

È una parte della Costa est, ammirata dai turisti di tutto il mondo soprattutto per la sua componente naturalistica. Ma molto apprezzata anche dai toscani per via dei bar che costellano la pineta. Non c’è un villeggiante fiorentino o pisano, ad esempio, che non conosca il Nano verde. Per arrivarci bisogna percorrere, obbligatoriamente a piedi o in bicicletta, un tratto di strada all’interno del bosco. Ma la distanza non spaventa chi vuole bere uno dei cocktail del Nano, ormai famosi. «Andiamo subito a prendere un mojito», dice un turista nel parcheggio della Sterpaia. E non importa che siano le nove del mattino, come gli ricorda la ragazza che lo accompagna, perché «è così buono che ogni orario è giusto».

Natura, acqua limpida e servizi di ristorazione sono i punti di forza di questa parte della nostra costa. Chi sceglie queste spiagge poi, ama il non vedersi sfrecciare auto nelle vicinanze. D’altra parte c’è chi lamenta la non sufficiente vagliatura della spiaggia, per cui spesso si rischia di trovare mozziconi di sigaretta e scarti di cibo accanto al proprio asciugamano. C’è poi chi vorrebbe più strutture attrezzate per il pernottamento.

La bellezza della natura e del mare. «I turisti ci raccontano di quanto apprezzano questa parte di costa con la sua natura – dice Manola Vallini, che gestisce il bar e il noleggio ombrelloni del Luna beach, in località Il Pino, tra Mortelliccio e Carbonifera - E l’aspetto naturalistico deve essere curato nel modo migliore, perché è quello che piace di più a chi visita questi luoghi. Più strutture per il pernottamento vanno bene, a patto che non nasca una distesa di maxi alberghi che rovinerebbe il profilo della costa».

Luna beach è cambiato tanto negli anni, prima era un piccolo bar in pineta con qualche tavolo di plastica. Adesso di tavoli ne ha molti, tutti colorati. Ogni anno, quando ci vai, trovi qualcosa di diverso, qualcosa in più rispetto alla stagione precedente. Dal Pino, camminando sulla battigia in direzione Piombino, troviamo moltissima spiaggia libera, aspetto questo molto apprezzato soprattutto dai residenti. La distesa di ombrelloni colorati è interrotta solo dalle torrette dei bagnini. C’è il furgoncino che vende gelati, ci sono i ragazzi che hanno innalzato una porta da calcio in acqua. Insomma, storie di ordinaria vita da spiaggia.

Verso Mortelliccio si cominciano a vedere le sagome bianche e blu degli ombrelloni di uno stabilimento balneare. È il bagno Elia che, visto dall’esterno, somiglia più a un residence. «I turisti amano il nostro mare. Vengono qui anche da Park Albatros perché dicono che l’acqua è più bella – dice Lunella Donati, titolare del bagno Elia - Le uniche cose che non vanno, a quanto ci dicono, sono l’eccessiva presenza di venditori ambulanti e di cani che non vengono portati nelle zone a loro dedicate».

Mare, spiaggia e natura possono essere intervallati da una bevuta in compagnia. Magari gustata in pineta o direttamente sulla spiaggia. Si possono bere cocktail al Luna beach e a Mortelliccio, ma senz’altro il mojito del Nano verde, nel parco costiero della Sterpaia, è diventato il più famoso negli anni. «Noi cerchiamo di utilizzare sempre prodotti di qualità, credo che questo sia uno dei nostri punti di forza – dice Lorenzo Andreoni, titolare del Nano verde - Qui vengono soprattutto ragazzi, per la maggior parte toscani, ai quali offriamo anche musica dal vivo. All’inizio è stata dura, la gente era poca. Poi l’attività è cresciuta e sono orgoglioso di quello che sono riuscito a creare dal niente». Al Nano ci sono soprattutto ragazzi toscani quindi. La spiaggia poco più avanti è frequentata invece da famiglie e bambini. «Mamma, mamma, ma siamo ai Caraibi? Guarda che acqua» dice un bimbo prima di tuffarsi in mare. Intanto in pineta c’è chi gioca a carte sui tavolini e chi cerca refrigerio dall’afa dell’ultimo agosto. La stagione sta volgendo verso la fine. Un mese o poco più e calerà l’autunno, a quel punto alla Costa est resterà il fascino del mare d’inverno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze