Sicurezza
Canoista danneggiato da Blu Navy
Il portellone ha colpito il furgone durante le operazioni di imbarco
PIOMBINO. In partenza dall'Isola d'Elba, avrebbe dovuto toccare Piombino solo il tempo di scendere con il proprio furgone sul porto cittadino, per ripartire alla volta di Napoli. Il condizionale è però d'obbligo: Georges Alexandre, 47enne franco-canadese, passato in zona quasi tre anni fa, precisamente a San Vincenzo, durante la traversata in kayak, dalla Tunisia a Bruxelles, per sensibilizzare l'Europa sul tema dell'immigrazione, è fermo a Piombino da venti giorni. Tutto ha iniziato all'Elba lo scorso 28 luglio con un incidente in fase di salita su una nave della compagnia Blu Navy: «Avevo il biglietto per la corsa delle 12,15, ma è saltata fuori la possibilità di anticipare con la nave delle 9,20 - racconta Alexandre - Stava per partire dall'Elba e sono stato sollecitato ad affrettarmi. Peccato che a metà salita ho sentito un rumore fortissimo». Il portellone della nave era stato abbassato schiantandosi sul tetto del furgone dell'uomo. Risultato? Danni alla carrozzeria e ai due pannelli solari presenti sopra il mezzo, sbarre deformate e lesioni al kayak agganciato al mezzo, un modello particolarmente grosso, adatto ai lunghi percorsi. «Un danno complessivo sui 5-6mila euro - sostiene Alexandre - Ma il problema vero è quanto è accaduto da lì in poi». Quel che racconta da qui in avanti il franco-canadese ha i contorni del dramma kafkiano: «Mi sono stati chiesti subito i documenti miei e del furgone - afferma - Poi mi hanno fatto andare nella sala passeggeri; pochi minuti e mi hanno chiesto di scendere per verificare la possibilità di sistemare qualcosa, ma non era possibile fare niente». Fra ordini e contrordini la situazione si complica sempre più, quando ad Alexandre viene portato un foglio: «Era il rapporto dell'incidente - spiega l'uomo - Volevano lo firmassi subito, senza nemmeno leggerlo; peccato che in quella versione la responsabilità sembrava mia. Mi è stato detto: "Non firmi? Peggio per te". Ho provato in ogni modo a parlare con qualcuno, a trovare una soluzione, ma niente. Ad oggi - conclude Alexandre - Ho inviato tutto alla mia assicurazione in Francia e staremo a vedere. Però non me ne vado; domani (oggi ndr) ho un incontro con il comandante della capitaneria. Ormai è una questione di principio; la Blu Navy mi ha mancato di rispetto». La compagnia dà un'altra versione: «La colpa è nostra ma il signore non ci ha più contattati - dice il direttore generale di Blu Navy, Luca Morace - Abbiamo già inoltrato il rapporto alla nostra assicurazione e il signore verrà risarcito, ma occorre che ci ricontatti».
Francesca Lenzi
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