Il Tirreno

programma “Loquimur”

«Così Aferpi divide i lavoratori»

«Così Aferpi divide i lavoratori»

Camping Cig contesta il piano di comunicazione dell’azienda

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PIOMBINO. Il programma «Loquimur» (Parliamo) con cui Aferpi incontra i lavoratori, non piace a Coordinamento Art.1-Camping Cig.

L’associazione parla di obiettivi aziendali molteplici. Il più importante: stabilire in fabbrica nuove relazioni sociali e sindacali, «nelle quali - si afferma - non c'è spazio per le rappresentanze sindacali e si stabilisce che gli unici intermediari tra lavoratori e direzione sono capi e capetti. La verità è solo quella ufficiale dell'azienda e chiunque dica qualcosa di diverso è un sabotatore e un fomentatore».

Altro obiettivo, dividere i lavoratori. «Nell'assemblea - si aggiunge - si è esplicitamente affermato che i lavoratori ancora in Cig della ex Lucchini ed ex Lucchini servizi verranno assorbiti a novembre da Aferpi, ma per restare in Cig straordinaria e di conseguenza, alla scadenza, diventeranno esuberi. Ci sono lavoratori più garantiti ed altri non garantiti, anzi, già destinati a restare disoccupati. Senza parlare dei lavoratori dell'indotto, di cui nessuno parla più».

Terzo obiettivo, il ricatto: «Nessuno ha mai detto che saranno quei 721 (o 719, o 740; le cifre sono ballerine) che attualmente sono fuori ad essere espulsi nel novembre 2018; chiunque può rientrare nel numero, se non fa il bravo; e ci risulta che alcuni settori, come gli impiegati, hanno già capito la lezione, se è vero, come è vero, che nessuno, o pochissimi, hanno partecipato all'ultimo sciopero» .

Seguono, due notazioni a margine: «Aferpi afferma che il piano industriale perseguito è quello dimezzato, da noi denominato "piano-truffa" (un forno elettrico e due colate continue), mentre al Mise (così almeno ci hanno riferito le delegazioni sindacali) ha sostenuto che il piano originario sottoscritto nell' Accordo di Programma non è modificato; la Direzione avrebbe inoltre affermato che "non ci sono le condizioni" per i contratti di solidarietà neanche da parte del governo (ma a noi è stato detto che il governo è "impegnato" a concederli). Cosa è che Aferpi sa più di noi»?

Infine, l’associazione ricorda che l' azienda chiede aiuti finanziari alle pubbliche istituzioni. «Perchè allora - si domanda - non rispetta gli accordi con governo, Regione e sindacati? I lavoratori non si facciano incantare. Contestino le "adunate di indottrinamento”. Difendano la dignità, si informino e ragionino con la propria testa. Critichino i dirigenti sindacali che sbagliano ma difendano con forza l' istituzione del sindacato e il suo ruolo».

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