Sicurezza
Un mare di denunce per il re delle truffe
Ecco la vicenda di Vincenzo Rosato, arrestato per una condanna definitiva. E tanti altri episodi sono all’attenzione della Procura
PIOMBINO. Vincenzo Rosato, il 38enne arrestato nei giorni scorsi a Lamezia Terme in esecuzione di un ordine di carcerazione legato a una condanna definitiva per truffa, è molto conosciuto a Piombino. Qui abita da un paio d’anni con la seconda moglie, e in questo breve periodo ha accumulato almeno una ventina di denunce per truffa e insolvenza fraudolenta, in gran parte raccolte dalla Polizia di Stato, che aveva indagato su vari episodi con Rosato protagonista.
Episodi in cui aveva messo in mostra grande fantasia ma anche nessuna remora nel truffare un disabile e la madre, prima promettendogli un lavoro inesistente, e poi spillandogli anche qualche centinaio approfittando della loro buona fede.
C’è un po’ di tutto nelle denunce, alcune delle quali riguardano anche la moglie: in vista del suo matrimonio Rosato aveva fatto una lista di nozze in un’oreficeria del centro, dove aveva ritirato alcuni preziosi non acquistati dagli invitati, promettendo di pagare in un secondo momento. Pagamento mai avvenuto, così come mai sono stati pagati i 1400 euro per il pranzo di nozze in un ristorante fuori città.
I pranzi, le feste e le cene a sbafo – casi in di insolvenza fraudolenta che si accompagavano a quelli più propriamente inquadrabili come truffe – erano una specialità. Ma, secondo le denunce, il 38enne non si faceva mancare anche truffe semplici quanto banali, come la vendita di una tv al plasma da 50 pollici a 250 euro, facendosi anticipare i soldi dal cliente che poi non ha mai visto l’apparecchio, o la vendita di una playstation (inesistente) sempre a 250 euro, pagata in anticipo sulla paypal della moglie. Secondo quando emerso dalle denunce, Rosato si recava in un negozio specializzato in oggetti elettronici, col cellulare fotografava le tv, le playstation e altri oggetti ancora e li mostrava alle vittime del raggiro raccontando che lavorava presso l’ufficio aste del tribunale. Stessa tecnica avrebbe usato con altre persone per la vendita di furgoni e vetture da acquistare alle aste giudiziarie.
Nel suo percorso anche una denuncia per un’altra truffa in cui si era spacciato per commerciante di cucce e mangimi per animali, facendosi inviare da una donna 650 euro, chiedendole poi di aiutarlo a vendere un furgone e un’auto e convincendola il giorno dopo di aver trovato un acquirente ma di aver bisogno di 300 euro per sbloccare il veicolo. Una somma che ingenuamente la donne gli inviò, capendo solo dopo che la merce acquistata non esisteva così come il furgone. Sono queste solo alcune delle denunce che faranno il loro corso in ambito giudiziario.
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