Sicurezza
Calamoresca e Salivoli, che sorpresa per i turisti
Due perle poco conosciute, ma ora i villeggianti stanno imparando ad apprezzarle Gli operatori sollecitano più servizi e promozione per dar sviluppo all’economia
PIOMBINO. Alcune volte da Calamoresca si vedono i delfini. Escono fuori dal mare con un balzo, per poi tuffarsi nuovamente nelle acque della baia.
Se per arrivare al golfo si sceglie la strada che parte da Baratti e percorre quasi tutta la costa, una volta arrivati a Calamoresca si è quasi abituati alla bellezza. Ci facciamo meno caso. Ma se scendiamo in spiaggia parcheggiando in città, lo stagliarsi del paesaggio lascia a bocca aperta.
«Questa cala è magica – dice Daniele Nardi, titolare dello stabilimento balneare Calamoresca Beach – Un ospite una volta ci ha detto che un posto così non l’ha trovato nemmeno in Australia».
La bellezza della natura circostante, l’acqua cristallina e la vicinanza con Piombino sono tutti punti di forza di un luogo, come Calamoresca, frequentato da molti bagnanti della Val di Cornia, ma anche da turisti provenienti da tutto il mondo. Villeggianti che apprezzano la piccola insenatura della nostra costa, il pesce del ristorante e gli aperitivi del bar, ma, d’altra parte, lamentano una scarsa illuminazione serale e la necessità di dover compiere un pezzo di strada a piedi per raggiungere la spiaggia.
Non esiste solo Baratti. «Si parla troppo poco di Calamoresca – dice Nardi -. Piombino dovrebbe puntare sul turismo e sui suoi luoghi. Non c’è solo Baratti. Per molti poi la città è solo un porto per raggiungere l’Elba. Se fossero pubblicizzate di più le sue bellezze, la gente non userebbe Piombino solo come zona di transito». In spiaggia ci sono italiani e qualche straniero. Nel mare, in lontananza, si vedono barche a vela. A riva i pedalò sono pronti per essere affittati. Un gatto sbuca fuori dalla vegetazione e, già di mattina, i versi delle cicale sono intensi. La cala è frequentata soprattutto da anziani, bambini e coppie, ma «quando è vento di scirocco – sottolinea Nardi – ci sono anche tanti giovani. Perché loro quando è maestrale scelgono la spiaggia di Salivoli».
Lo stabilimento di Calamoresca ha una cinquantina di ombrelloni, 60 quelli a Salivoli invece sessanta, dove c’è la sabbia e molti ragazzi giocano a pallone sulla riva. Il paesaggio cambia rispetto a quello che siamo abituati ad avere negli occhi passando da Baratti e Calamoresca.
La spiaggia di sabbia. Salivoli è l’unica spiaggia sabbiosa urbana, prima dell’estate ha avuto problemi di pulizia, c’erano molte alghe arenate, ma adesso la stagione è partita e la spiaggia è piuttosto frequentata. «Per ora siamo stati fortunati – dice Cristiana Magrini, moglie del titolare dello stabilimento balneare di Salivoli, Paolo Caramante –, non sta piovendo, così non abbiamo avuto problemi con gli scarichi e l’acqua è pulita. I turisti apprezzano anche Salivoli, ci dicono “ma allora Piombino non è solo la strada per l’Elba”. Il problema secondo me è che la città è carente di servizi, dovrebbe puntare di più sul turismo. Potrebbe, ad esempio, mettere a disposizione navette da Park Albatros, come è stato fatto per la “Notte bianca”. Solo con il turismo l’economia di Piombino può rinascere». La spiaggia di Salivoli è frequentata da tanti anziani e bambini, ci sono punti di accesso facilitati, con pedane e scivoli, l’acqua bassa poi rende più facile per i bimbi giocare sul bagnasciuga.
Salivoli e Calamoresca, nonostante i problemi che ha Piombino, in estate prendono vita. Qualcuno si ferma a guardare il panorama mentre fa un tour in bicicletta, altri si sistemano sotto gli ombrelloni degli stabilimenti balneari.
L’Elba... non c’è. C’è chi a Calamoresca ha chiesto di spostare alcuni ombrelloni, perché l’ombra si muove. Così cercano di farsi trasferire gli ombrelloni ovunque per riappropriarsi di un refrigerio che, sul fare del pomeriggio, si sposta sulla zona di competenza del vicino.
«Di cose divertenti ne succedono in continuazione – dice Nardi – Una volta un turista si è fermato a parlare delle isole. Guardava il mare e ragionava su quanto fosse piccola l’Elba quel giorno. Ma da qui l’isola d’Elba non si vede». Da altri punti panoramici di Piombino invece i profili delle isole si distinguono molto bene. Da piazza Bovio, accerchiata dal mare, si vedono i traghetti, e anche le barche dei pescatori laggiù al porticciolo. E, osservando tutto questo, per un attimo ti sembra che l’acciaio e i problemi della città siano lontani quanto lo è l’Elba per il turista. Ma solo per un attimo.
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