Il dolore
Aferpi: 7,5 milioni da un pool di banche
E sugli ammortizzatori sociali il Governo studia un provvedimento per allungare i tempi di erogazione
PIOMBINO. Aferpi annuncia che «il lavoro impostato fa continua a dare i suoi frutti. Oggi – dice una nota aziendale – abbiamo ottenuto ulteriori linee di credito a supporto dell’attività corrente. Tali risorse consentono nuovo importante impulso all’acquisto di semiprodotti». Si tratta di 7,5 milioni ottenuti da parte di un pool di banche, che comprende Unicredit, Mps e Banco popolare.
Intanto è in arrivo un provvedimento del Governo per risolvere il problema degli ammortizzatori scaduti o in scadenza nelle nove aree nazionali di crisi complessa, di cui fa parte Piombino che potrebbe trovar posto nel decreto correttivo del Jobs act a inizio settembre.
Secondo quanto riportato dal Sole 24 ore l’intervento si baserebbe su un’estensione dell’ammortizzatore o del sussidio di disoccupazione.
Tutto ciò alla vigilia del consiglio di fabbrica di Aferpi, che farà il punto della situazione.
Fim, Fiom e Uilm in un documento criticano «le dichiarazioni di coloro che fin dall’inizio di questa vicenda si sono dimostrati sempre contrari a prescindere. Dal primo minuto della presentazione di questo progetto (ed allora i ritardi ancora non c’erano), sono sempre stati fra quei pochi che nelle assemblee hanno mostrato forte ostilità al percorso di Fim, Fiom e Uilm, condiviso invece dalla stragrande maggioranza dei lavoratori». Il riferimento è all’ex “minoranza sindacale”, oggi Coordinamento articolo 1 e Camping cig, accusati di «un dissenso che non è rimasto sempre nei limiti del confronto democratico, ma che spesso è sfociato in illazioni e risse, mentre i lavoratori sanno che il negoziato che ha richiesto loro sacrifici importanti è stato un accordo difensivo (momentaneo) per avere un futuro».
Fim, Fiom e Uilm dunque ribadiscono che «nonostante le grandi difficoltà e gli evidenti ritardi da sempre denunciati dal sindacato, le sedi istituzionali, governative e lo stesso Gruppo Cevital, stanno confermando gli impegni presi sul progetto industriale Piombino». Ecco perché il sindacato accusa l’ex Minoranza, per la quale «l’unico finale possibile di questo “film” prevede la scomparsa dalla scena di Rebrab, abdicando ad un futuro incerto a carico dello Stato, ipotesi più impossibile che improbabile. E anche qualora avvenisse, mantenendo solo la laminazione e senza acciaieria» .
Una linea politica che il sindacato definisce «irresponsabile nei confronti di tutti i lavoratori, e Taranto ce lo conferma».
C’è però anche un problema di «disorientamento», dovuto secondo il sindacato alle esternazioni dell’azienda nei confronti effettuati con i dipendenti rispetto agli ammortizzatori sociali per i lavoratori che entreranno a novembre, per i quali – secondo fonti sindacali – Aferpi avrebbe sostenuto che al momento sarebbe possibile solo la cig. A questo proposito Fim, Fiom e Uilm spiegano che nel prossimo o incontro al Mise andranno «a ribadire che vogliamo certezze sulla liquidità, coperture e tutele economiche per tutti i lavoratori, attraverso i contratti di solidarietà e non la cassa integrazione, perché gli slittamenti e gli intoppi burocratici che questo progetto ha incontrato non ricadano ancora sui lavoratori che hanno già fatto la propria parte».
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