Il Tirreno

TORRE MOZZA

Per Ferragosto una festa dedicata a chi è stato antesignano del turismo in Costa Est

di Cecilia Cecchi
Carla e Ruggero Landini tra le costruzioni di Baia Etrusca più vicine al mare
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Carla e Ruggero Landini tra le costruzioni di Baia Etrusca più vicine al mare

Cinquant’anni di "Baia Etrusca", per Carla e Ruggero Landini la giornata in spiaggia celebra anche il lavoro dei genitori

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PIOMBINO. Turismo, parola sconosciuta qui 50 anni fa. Ma in  “questa direzione” sapevano già guardare il fattore di Vignale Riotorto e la moglie, Angiolo Landini e Germana Tognarini (sorella dello storico Ivano Tognarini ndr).Vita di una famiglia che si è intrecciata con un territorio eccellente, area che - dopo   Torre Mozza - chiude l'attuale Costa Est; proprio in bilico sul confine con il Comune di Follonica.

Così nell’estate 1966 nasce la residenza estiva “Baia Etrusca”, a lungo occupata solo da famiglie residenti in Svizzera. Ora sono i figli Carla e Ruggero che proseguono, insieme, l’avventura. Carla, 53 anni, che dopo aver fatto il liceo classico a Piombino, è a pieno servizio con Ruggero, 56, medico chirurgo, ma più che d’appoggio. A Ferragosto, hanno deciso di festeggiare il 50estimo compleanno della struttura, coi collaboratori, in spiaggia dedicando la giornata «al coraggio e alla forza di mamma e babbo – spiegano – in un momento in cui tutto era fabbrica».

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«La storia ha avuto il suo inizio nel 1966 – racconta Ruggero – quando fu messa in pratica l’idea dei nostri genitori, di realizzare dei piccoli appartamenti per un turismo familiare prevalentemente straniero. Della società faceva parte Pietro Petricci. All’epoca – aggiunge – non c’era una gran rete viaria-stradale: ma la realizzazione del villaggio fu da subito apprezzata al pari delle altre strutture che parallelamente erano sorte a Follonica e a San Vincenzo. Realizzazione – puntualizza Ruggero – subito fatta con attenzione, per a mantenere intatti t gli aspetti naturalistici, che appunto ne sarebbero stati il vero punto di forza fino ad oggi». Esempio ne sono i pini che sbucano dalle tarrazze degli appartamenti...

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«Primi appartamenti nel 1965, prima stagione nel 1966 – sottolinea Carla – negli anni seguenti il villaggio, nella parte lato mare, fu completato fino ad arrivare alle attuali dimensioni. Molti ospiti, prevalentemente stranieri, prenotavano anno dopo anno: famiglie per oltre trent’anni hanno fissato lo stesso appartamento nello stesso periodo di vacanze, c’è stato il succedersi tre generazioni – dice ancora Carla – Perché qui è possibile la “destagionalizzazione”: le condizioni climatiche, la bellezza e le belle caratteristiche dei luoghi toscani vicini rendevano possibile in tempi passati ed oggi ancor di più, un turismo non solo balneare ma anche e soprattutto culturale, molto apprezzato da clientela straniera ma anche italiana».
Notevoli gli investimenti, in accordo col Comune, pure impianti sportivi, piscine. E importanti, da sempre, i risvolti in termini di offerta di lavoro stabilizzato e di tipo stagionale.

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«Difficoltà? Per il repentino fenomeno dell’erosione del litorale che nel 1978 – intreviene Ruggero – ha reso necessaria la realizzazione di scogliere frangiflutti per il ripacimento dell’arenile e la protezione della costa. Situazione contestuale alla realizzazione del pontile dell’Enel a Torre del Sale... struttura ed investimento che la storia, per fortuna, ha bocciato anche se al momento sembrava fosse l’investimento per il rilancio dell’economia della zona». Insomma per i Landini il territorio, la Costa degli Etruschi, è da sempre davvero un’altra persona di famiglia.
 

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