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Chiessi, due sentieri chiusi dopo l’incendio

Chiessi, due sentieri chiusi dopo l’incendio

L’ordinanza della sindaca Bulgaresi: stop alle escursioni fino al ripristino delle condizioni di sicurezza

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MARCIANA. I percorsi non sono in sicurezza, dopo l’incendio che ha bruciato tutta la collina. Per questo motivo il Comune di Marciana, con un’ordinanza firmata dalla sindaca Anna Bulgaresi, ha deciso di chiudere temporaneamente due sentieri situati tra Chiessi e Pomonte, le due località interessate dal rogo di origine colposa che si è scatenato domenica scorsa.

«Considerato che sono ancora in corso le opere di bonifica della zona – si legge nell’ordinanza sindacale – con l’impiego sia di interventi a terra che di aerei. E visto che la zona interessata è attraversata da due sentieri utilizzati per le escursioni e per il trekking, abbiamo deciso di chiudere precauzionalmente due sentieri».

L’ordinanza di Bulgaresi fa riferimento al sentiero numero 3 che parte e si snoda dall’abitato di Chiessi, vicino al punto da cui è partito l’incendio che ha lambito le case più alte della frazione marcianese. Fiamme che hanno sfiorato le case, risparmiate grazie a un cambio provvidenziale della direzione del vento assieme all’intervento dei mezzi aerei del servizio antincendio regionale. Il sentiero numero 3 si arrampica in un’area completamente bruciata dalle fiamme e in mezzo alla cenere. Una zona che tutt’ora è tenuta sotto controllo.

Il secondo sentiero chiuso per precauzione con l’ordinanza sindacale è il sentiero del Tramonto che scende dal cimitero di Pomonte e taglia la collina, purtroppo annerita in seguito al rogo di domenica, fino ad arrivare a Chiessi.

La sindaca Bulgaresi, con l’atto firmato ed emesso nella giornata di ieri ordina «per motivi di pubblica incolumità il divieto di transito lungo il sentiero numero 3 situato a Chiessi e sul sentiero Via del Tramonto che da Chiessi porta fino a Pomonte fino a quando non saranno ripristinate le condizioni di sicurezza».

L’incendio di domenica scorsa, scaturito in seguito a un abbruciamento di residui vegetali scappato di mano, ha finito per bruciare un’ampia porzione di terreno. Circa 49 ettari tra Chiessi e Pomonte, secondo le stime del Corpo Forestale dello Stato, di cui l’80% di macchia mediterranea e il 20% circa di terreni incolti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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