Sicurezza
«Aferpi non può sottrarsi alla Via»
Un gruppo di associazioni e di cittadini ha presentato 5 osservazioni in Regione per chiedere analisi sull’impatto del piano
Aferpi non può sottrarsi alla proceduta di valutazione di impatto ambientale. Lo affermano un gruppo di cittadini e le associazioni Lavoro salute dignità, Restiamo umani, “Ruggero Toffolutti” contro le morti sul lavoro che hanno appena presentato alla Regione cinque osservazioni in merito alla richiesta di Aferpi, di non assoggettabilità.
Una richiesta individuata come un ulteriore tentativo di dilatare i tempi per la realizzazione degli impianti promessi, «peraltro già ridotti da due a un solo forno proprio in occasione della richiesta di non assoggettabilità. Aferpi non può ignorare che il probabile rigetto della sua nuova istanza da parte della Regione riaprirebbe da capo la procedura, avviata a gennaio e deliberatamente interrotta da Aferpi stessa il 27 giugno. Se avesse continuato, la procedura sarebbe oggi con moltissima probabilità già conclusa».
Rispetto alla proposta di percorso della 398 verso il porto, i firmatari rilevano che il tracciato risulta più lungo, più costoso, più impattante sul traffico cittadino. «Il tracciato di una strada attesa da 30 anni - affermano - non può essere subordinato alle esigenze aziendali, senza tenere in alcun conto i punti di vista dei cittadini e le esigenze dell'intera comunità. Un'ottima ragione per sottoporre a Via i progetti presentati».
Il piano Aferpi viene ritenuto contrastante sia con il Regolamento Urbanistico che con il Piano Strutturale d'Area in vari punti importanti. «E’ prevista - si dice - l'occupazione di nuove aree (Quagliodromo) che hanno caratteri propri delle aree umide e palustri costiere e sono individuate come invarianti strutturali nella pianificazione comunale. In tale area è prevista la realizzazione di linee ferroviarie funzionali alla logistica dello stabilimento. Pensiamo che gli spazi a disposizione siano più che sufficienti per una soluzione alternativa».
L'applicazione della Via è giudicata indispensabile per valutare compiutamente l'impatto dell'unico forno elettrico rimasto. Impatto che si chiede di verificare sotto i profili di emissioni, rumore, scorie e altro. Passando da un parco rottami di grandi dimensioni. «Le acciaierie elettriche - si aggiunge - possono causare inquinamento da PCB, diossine e altro. Basta guardare cosa succede nel Bresciano in aree limitrofe ai suddetti impianti».
Tutte questioni sollevate anche in funzione della notevolissima vicinanza dell'impianto, sia al Centro commerciale e turistico collegato all'outlet preannunciato nella zona Enel di Torre del Sale, che al Parco naturale della Sterpaia lungo la costa est, vocata all'attività turistico-balneare e già ampiamente utilizzata in tal senso.
Associazioni e cittadini firmatari, chiedono alle istituzioni di tutelare il territorio «da nuovi ricatti occupazionali esercitati da Aferpi: applicare la Via - chiudono - è un atto dovuto in ossequio allo Stato di diritto. E' un modo fondamentale per prevenire ulteriori danni alla salute dei lavoratori e delle popolazioni. E' un impegno ineludibile per evitare di ripetere gli errori e i favori del passato nei confronti delle aziende operanti a Piombino. E’ sempre più necessario intervenire finalmente con le bonifiche, tanto indispensabili quanto costose. Applicare la Via è necessario per non chiudere, prima ancora che si aprano, nuovi percorsi di diversificazione produttiva - e occupazionale - in settori innovativi quali il turismo sociale, culturale, ambientale e l'agricoltura biologica e di qualità».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
