Il Tirreno

ARCHEOLOGIA CONDIVISA

A Vignale Riotorto non si potrà rivedere Aiòn

di Cecilia Cecchi
Una visita al mosaico di Vignale Riotorto durante la campagna scavi 2015 (foto Paolo Barlettani)
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Una visita al mosaico di Vignale Riotorto durante la campagna scavi 2015 (foto Paolo Barlettani)

Campagna di ricerca dal 12 settembre. Previste fotoriproduzioni in scala

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RIOTORTO. Da fine giugno le domande di partecipazione non si raccolgono più. Anche perché la campagna di scavo a Vignale comincia il 12 settembre (fino a metà ottobre). Non resta molto tempo per l’organizzazione del progetto “Uomini e Cose a Vignale”: “regia” di Enrico Zanini (da sempre responsabile della ricerca) ed Elisabetta Giorgi, dell’Università di Siena. 2016 di lavoro sulla villa con annessa stazione di posta: ma quest’anno non sarà possibile rivedere il mosaico di Aiòn.

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«Come sempre – dice Zanini – il cantiere è aperto a tutti gli “addetti ai lavori” e noi intendiamo tutti coloro che sono interessati a conoscere e tutelare il patrimonio archeologico e culturale del territorio dove vivono e lavorano. Dunque la comunità locale, che da sempre ci sostiene direttamente e attraverso le associazioni culturali, ma anche i numerosi turisti italiani e non. Saremo aperti tutti i giorni lavorativi. Le attività didattiche per le scuole – ricorda – saranno curate sempre dall’APS “M(u)ovimenti”: Per prenotare attività per le scuole o visite per gruppi si può scrivere a info@muovimenti.it».


Cosa c’è già nel crono programma? «Salvo cambiamenti dell’ultima ora – risponde Giorgi – legati essenzialmente all’arrivo di finanziamenti che abbiamo richiesto, quest’anno pensiamo di non rimettere in luce nuovamente il mosaico del “Signore del tempo” (Aiòn ndr). Il mosaico è molto delicato e richiede un intervento di restauro complesso da programmare con attenzione. Ma i visitatori non rimarranno delusi: pensiamo di allestire uno spazio espositivo, con una fotoriproduzione in grande scala del mosaico, che potrà essere apprezzato da vicino, in ogni dettaglio».
«Lo scavo – riprende Enrico Zanini – si concentrerà nell’area circostante il mosaico, per capire come era fatta la villa che lo ospitava. Altre aree di scavo saranno aperte nell’area dove pensiamo si trovino le famose terme romane viste nel 1830 e poi ricoperte e “perdute”, e in un’altra area, dove speriamo di intercettare finalmente un tratto della via Aurelia antica. Sono più o meno dieci anni che diamo la caccia a questa strada... Andremo avanti col nostro progetto di archeologia partecipata e condivisa all’interno della comunità».
«Buona notizia – conclude Zanini – è che, nonostante la complessa riorganizzazione delle Soprintendenze avvenuta nello scorso inverno, il funzionario responsabile del nostro cantiere continuerà ad essere Andrea Camilli, con cui condividiamo questo progetto scientifico e la prospettiva di una archeologia al servizio della comunità».
Per seguire in diretta la preparazione dello scavo: internet www.uominiecoseavignale.it e le pagine Facebook e Twitter con lo stesso titolo.

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