Il Tirreno

Otto euro per sbarcare, proteste sulla nave

Otto euro per sbarcare, proteste sulla nave

Il Parco riscuote a bordo di Toremar il ticket per Pianosa. Ma i turisti: «Non eravamo informati»

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PIANOSA. «Otto euro, grazie. È il ticket da pagare obbligatoriamente per scendere all’isola di Pianosa». Peccato, però, che i passeggeri che si sono imbarcati ieri mattina sul traghetto della Toremar partito da Piombino e da Rio Marina, del ticket, non fossero assolutamente informati. Anche perché fino a pochi giorni fa chi si è recato sull’isola piatta salendo su Toremar quel ticket non lo ha pagato, a differenza dei passeggeri della compagnia Aquavision che la tassa di sbarco non possono non versarla, dal momento che è compresa nel costo complessivo del biglietto emesso dalla società di navigazione.

Quando le guide ambientali, lungo il tragitto in traghetto per l’isola di Pianosa, hanno prima annunciato la riscossione del ticket e poi sono passati tra i passeggeri della nave per chiedere i soldi (8 euro come previsto dalla delibera del Parco nazionale che regola l’accesso all’isola protetta), si sono trovati di fronte a reazioni diverse. Una buona parte dei passeggeri ha pagato senza fare troppi discorsi, ma altri si sono arrabbiati proprio perché non sapevano di dover versare la cifra richiesta. Prenotando su Internet per Pianosa, ad esempio, compare il prezzo del traghettamento ma non c’è alcun riferimento alla necessità di pagare la tassa di sbarco per Pianosa. In pratica non accade come all’Elba, dove il prezzo del contributo di sbarco, viene pagato assieme al biglietto, con le compagnie che in un secondo momento distribuiscono quanto raccolto ai Comuni.

«Il ticket che si paga a Pianosa non è diverso rispetto al contributo di sbarco dell’Elba. Fino allo scorso anno il prezzo del contributo era compreso nel prezzo del biglietto della nave – spiega il presidente del Parco nazionale, Giampiero Sammuri – ma quest’anno non è più così per delle modifiche nelle procedure di bigliettazione della compagnia. È giusto tuttavia che tutti gli utenti che scendono a Pianosa, nel rispetto delle regole, versino il contributo. A tal fine stiamo lavorando con la compagnia di navigazione per superare questo tipo di criticità» .

Il tentativo di riscossione da parte del Parco ha dei motivi chiari: il rispetto delle regole, dal momento che il ticket di accesso è sancito da una delibera approvata dall’ente, e la non discriminazione tra utenti diversi: non si capisce infatti perché chi va a Pianosa con Toremar non dovrebbe pagare e chi sale su Aquavision sì. Ma il risultato di ieri non è stato lineare: a bordo del traghetto e terra si è creata un po’ di confusione, le guardie ambientali sono impazzite dovendo vestire i panni degli esattori, e alcuni passeggeri hanno alzato i toni. E chi è sceso senza pagare, lo ha fatto contravvenendo alle regole di accesso sull’isola.

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