Il Tirreno

«Incendi, più uomini per la prevenzione»

di Luca Centini
«Incendi, più uomini per la prevenzione»

La sindaca Bulgaresi fa il punto dopo il disastro sfiorato: non abbiamo le risorse per la manutenzione del territorio

3 MINUTI DI LETTURA





MARCIANA. «Il personale delle ex Unioni dei Comuni siano impiegati non solo sui fossi ma anche per tenere in ordine le aree boschive, la macchia e i terreni in abbandono. I Comuni, nonostante l’aiuto delle associazioni di volontariato, non hanno le forze per tenere pulito il territorio come accadeva in passato».

L’incendio di domenica è passato, lasciandosi dietro le spalle una scia di danni e desolazione. A due giorni dal rogo la sindaca del Comune di Marciana, Anna Bulgaresi, fa il punto su danni della domenica di fuoco e, soprattutto, apre la riflessione su come, in futuro, prevenire i rischi.

Chiessi rialza la testa. Il lavoro di Comune ed Asa, nelle ore successive all’incendio, ha fatto in modo che, lunedì, tutte le abitazioni di Chiessi avessero di nuovo l’acqua potabile. «Il discorso è stato più lungo per le linee telefoniche – spiega Bulgaresi – ma finalmente Telecom adesso è in grado di operare e sta lavorando per riparare i pali danneggiati dalle fiamme. Ci vorrà ancora un po’, ma presto i problemi saranno superati».

Un cambio di vento provvidenziale ha fatto in modo che il fuoco, che stava lambendo le case, fosse spinto verso la collina. Ma la paura è stata molta e la sindaca, a mente fredda, pone due temi importanti. «Credo che questa esperienza renda necessario porre sul tavolo almeno due temi seri – spiega – il primo è dovuto ai tagli che si operano agli enti. Penso ai vigili del fuoco e alla mancata assegnazione della squadra aggiuntiva estiva. Il secondo tema, ancor più complicato, è legato alle risorse umane che servirebbero ai Comuni per tenere in ordine i territori».

«L’informazione non manca».

L’incendio di Chiessi, ormai è accertato, ha un’origine colposa. Un tentativo di bruciare dei residui vegetali, con il fuoco scappato di mano per il forte vento. Il tutto in un periodo di massimo rischio. «Non credo che qualcuno non sapesse che, a Chiessi, è vietato appiccare un fuoco, soprattutto in un periodo di altissimo rischio come questo – spiega Bulgaresi – Se è mancata l’informazione? La polizia municipale è passata più volte da Chiessi, ha avvisato più volte le famiglie. Forse sono mancate le sanzioni, ma credo che il tema dell’informazione sia un po’ forzato».

Quei tubi fuori terra. I cittadini di Chiessi che tentavano di arginare il rogo con pompe d’acqua e secchi si sono trovati nel momento più critico a secco. Il motivo? I tubi in politilene di Asa si sono sciolti con le fiamme, contribuendo tra l’altro l’impeto dell’incendio. «Che i tubi fuori terra siano un problema è fuori discussione. E non solo per gli incendi, basti pensare quanto sarebbe semplice fare un boicottaggio tagliando i tubi – commenta la sindaca – possiamo segnalarlo ad Asa, che comunque avrà già compiuto le sue valutazioni tecniche. Ma non è semplice scavare e fare tubi nel granito e tra le case, credo che vi siano degli ostacoli tecnici complicati da superare».

Terreni e manutenzioni. I contadini d’un tempo si preoccupavano delle manutenzioni e della pulizia dei terreni. Ora i campi abbandonati sono sempre più numerosi e, al tempo stesso, le risorse degli enti pubblici per le manutenzioni sono sempre più scarse. «Il risultato è che il rischio, in questo modo aumenta – conclude Anna Bulgaresi – per questo occorre trovare nuove soluzioni».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa