Il Tirreno

Chiessi, sono 50 gli ettari andati in fumo

Chiessi, sono 50 gli ettari andati in fumo

La Forestale ancora a caccia dei responsabili dell’incendio scoppiato per un fuoco scappato di mano

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MARCIANA. Si è ulteriormente aggravato il bilancio del danno ambientale causato dall’incendio di domenica scorsa a Chiessi. In queste ore, infatti, il Corpo Forestale ha compiuto una stima più approfondita dell’estensione del territorio attaccato dal rogo. In tutto si tratta di circa 49 ettari, di cui l’80% di macchia mediterranea e il 20% di terreni incolti. Le fiamme, partite da un unico punto a pochi metri dalle case più alte di Chiessi, si è sviluppato risalendo la collina e in seguito attaccando la vallata verso Pomonte.

In questa fase stanno andando avanti le indagini del Corpo Forestale dello Stato in collaborazione con i carabinieri, a cui spetta ricostruire le cause dell’incendio. In queste ore gli agenti hanno confermato l’ipotesi emersa fin dalle ore immediatamente successive allo scoppio dell’incendio: il rogo non ha una matrice dolosa, bensì è stato un evento colposo a generare le fiamme. In particolare è stato un abbruciamento sfuggito di mano per il forte vento a una o più persone ad aver causato l’incendio. Il fatto che sia partito da un unico punto ha escluso in tempi rapidi l’ipotesi che si portesse trattare di dolo. La Forestale sta raccogliendo ulteriori testimonianze per risalire al responsabile dell’abbruciamento (l’attenzione degli agenti si è stretta intorno a due persone), che adesso rischia una denuncia penale.

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