Il dolore
Cgil e Fiom: non esiste un piano "B", oltre Aferpi il nulla
Franceschini e Gabrielli parlano chiaro: il progetto va sostenuto fino in fondo
PIOMBINO. Non ci sono le condizioni per un “piano B” a Piombino. Oltre Cevital e Issad Rebrab c’è il nulla, per cui questo progetto va sostenuto fino in fondo.
Lo dicono con chiarezza Franco Franceschini, coordinatore Cgil per la Val di Cornia e Luciano Gabrielli, della Fiom.
A Roma, pur registrando le numerose difficoltà che ci sono, pur prendendo atto che sarà necessaria una rimodulazione della tempistica del piano industriale, i sindacati hanno comunque incassato il sostegno di Governo e Regione al progetto.
Poteva essere scontato quello di Firenze ma quello di Roma, con parte degli industriali del settore, in particolare la lobby lombarda dell’acciaio, che certo non vede di buon occhio la ripartenza di Piombino, non lo era altrettanto. E, invece, nella sua relazione conclusiva il direttore generale del Mise, Giampiero Castano, l’ha detto chiaramente: «Abbiamo scelto di stare dalla vostra parte».
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«Tutto il mondo sindacale deve stare unito - dicono Franceschini e Gabrielli -, dando un taglio alle polemiche. E tutti insieme dobbiamo contribuire a un clima di fiducia, perché entro dicembre Aferpi deve presentare un piano finanziario e già un mese prima, a novembre, deve assumere quei 741 che sono ancora dipendenti Lucchini. Per loro non c’è altra possibilità, quando l’ex azienda andrà in liquidazione saranno a casa e senza ammortizzatori».
Certo i problemi ci sono. E perché Piombino riparta è necessario che nella nuova acciaieria, peraltro predisposta per avere due forni elettrici, ne venga realizzato almeno uno. Insieme al treno rotaie. «Le rotaie sono il valore aggiunto di Piombino - dicono -. Ma, per come stanno adesso le cose, quel milione di tonnellate di produzione può essere solo composto da vergelle, barre e rotaie, ma solo per fuori Europa. Le rotaie europee devono essere prodotte con blumi certificati. Al momento Aferpi li prende da Jindal, ma è chiaro che finché dovrà comprare le materie prime dalla concorrenza, sarà difficile stare sul mercato. Ecco che il nuovo forno, per il quale poi andranno chieste le certificazioni, diventa strategico. Senza di questo sarebbe difficile anche mettere in sicurezza i lavoratori».
Intanto venerdì prossimo, 12 agosto, si riunisce la rsu Aferpi, Piombino Logistic, Lucchini e Lucchini servizi: sarà l’occasione per fare il punto sulla situazione e decidere eventuali iniziative in attesa dei due incontri al ministero previsti per settembre, su occupazioni e tempistica del piano industriale.
«Se Aferpi non assume quei 741, vanno a casa. Sappiamo bene che l’accordo prevedeva, a fine percorso, che entro il giugno 2019 fossero tutti in Cevital. Adesso il percorso andrà avanti fino al 2022, ma intanto non perdiamo posti di lavoro. Un piano “B”, sempre che ci sia, avrebbe tempi ancora più lunghi».
A settembre ci sarà l’incontro per decidere quali ammortizzatori utilizzare per l’assunzione dei 741 che sono ancora fuori. «Noi siamo convinti che la solidarietà sia la forma migliore e su questo insisteremo fino alla fine. Sarà importante anche il livello di produzione, ma ne parleremo a settembre, dopo il passaggio in consiglio di fabbrica».
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