Finanza
«Infermieri e Oss, pochi e sfruttati»
Per la Uil a Villamarina mancano ogni giorno dai 21 ai 23 operatori oltre a qualche medico
PIOMBINO. La media oscilla dai meno 21 ai meno 23 tra operatori sociosanitari e infermieri. Siamo a Villamarina, in un giorno qualsiasi.
La carenza di organici cronica si sta acutizzando. Lo sostiene la Uil funzione pubblica secondo la quale dei 300 infermieri che mancano nell’Usl Nordovest, un centinaio riguardano l’ex Asl 6 e di questi, almeno la metà, la rete Cecina-Piombino-Elba.
Nell’analisi del sindacato, i reparti più penalizzati sono l’area chirurgica (meno 4 infermieri), Utic, rianimazione, cardiologia (meno 3), Medicina (meno 4), area chirurgica (meno 4), punto nascita,ginecologia e pediatria (meno 4) e pronto soccorso. (meno 3).
In alcuni casi l’azienda prova a tamponare con la formula dell’orario aggiuntivo (una sorta di straordinario maggiorato) e il ricorso agli interinali, mentre la sospensione estiva dell’attività operatoria programmata consente di dirottare qualche operatore dove le esigenze sono più pressanti. Un po’ come in un puzzle in cui le tessere sono comunque insufficienti a fornire un risultato positivo per operatori e pazienti. Tanto più lo saranno l’11 settembre, quando le sale chirurgiche riprenderanno a funzionare in pieno.
«Le Macroaziende - afferma il segretario provinciale Paolo Camelli - dovranno completare la loro organizzazione delineando la rete delle attività ospedaliere ed in questo quadro valorizzare l'accorpamento Cecina-Piombino-Elba che avrà un'unica direzione e numeri sufficienti per fronteggiare i vincoli della legge rinforzando i servizi specialistici chirurgici e medici».
Dopo il piano assunzioni "tampone" del 2016 le Aziende dovranno definire,come dice l'accordo regionale, organici adeguati. Ed è qui il rischio di un conflitto con chi, come la Uil, sostiene che in Toscana siamo sotto di 1000 infermieri.
Nel caso Elba-Piombino mancherebbe ormai in modo stabile il 25% del personale infermieristico, sociosanitario e, in alcuni casi, medico. Con conseguenze serie per l’incidenza delle malattie da stress. A supporto della propria tesi, la Uil riferisce di ricerche scientifiche autorevoli secondo le quali con un rapporto di 1 infermiere ogni 6 posti letto si riduce notevolmente il rischio clinico e si abbassano malattie ed infortuni. «Le ricerche dicono anche - prosegue Camelli - che il lavoro ospedaliero, con una turnistica sulle 24 ore e con un minimo di 120 turni notturni di 9/10 ore, espone il personale a gravi patologie. E intanto l’organizzazione del lavoro è profondamente cambiata per sostenere una programmazione che riduce i tempi di ricovero. Oggi tutti i turni sono a medioalta intensità assistenziale».
Ecco perchè il rapporto di 1 infermiere ogni 6 posti letto è ritenuto lo standard necessario per garantire sicurezza a pazienti e operatori mentre a Villamarina è di 1 a 10.
Il Piano assunzioni 2017 è definito il banco di prova. La Uil chiede che il confronto parta subito a settembre.(v.p.)
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