Gioco
Valentina, la psicologa pavese venuta a coltivare ortaggi
PIOMBINO. Ha uno studio di psicologia avviato, un’azienda agricola di 18 ettari che gestisce col marito, una figlia e si è iscritta a un corso di sessuologia a Firenze. Valentina Bezzi ha 33 anni, è...
PIOMBINO. Ha uno studio di psicologia avviato, un’azienda agricola di 18 ettari che gestisce col marito, una figlia e si è iscritta a un corso di sessuologia a Firenze. Valentina Bezzi ha 33 anni, è socia Fidapa e riesce a essere psicologa, imprenditrice, madre e studentessa.
«A volte le giornate sembrano non finire mai – dice - Mi sveglio presto per occuparmi della terra e poi corro in studio. Ma non trascuro mai la mia famiglia, viviamo in un clima di condivisione e cerchiamo sempre di stare insieme durante le ore dei pasti». Valentina è originaria di Vigevano, in provincia di Pavia, ha studiato in Lombardia ed è qui che ha conosciuto suo marito, un agronomo ligure che ha studiato a Milano. Lui è da sempre innamorato della Toscana e per questo hanno deciso di trasferirsi in regione, scegliendo la Val di Cornia. Hanno preso della terra vicino a Suvereto, a Casetta di Cornia, e hanno creato un’azienda agricola. Lei, intanto, ha anche aperto il suo studio a San Vincenzo. «L’azienda – dice - si chiama Il Felciaione. È nata da un paio d’anni, ma ha richiesto molto tempo di progettazione. L’idea iniziale era quella di coltivare piante aromatiche, affinché potessi poi utilizzarle anche durante le sedute con i miei pazienti. In modo tale da creare un connubio tre le mie due professioni». Per adesso l’aromaterapia rimane un progetto, ma nel frattempo Valentina e suo marito coltivano ortaggi. Pomodori, patate, aglio, cipolla, ma anche angurie e cereali. Tutti prodotti che commerciano nella zona, compresa la farina, richiesta da vari forni della Val di Cornia. «Coltiviamo anche ortaggi del Bangladesh – sottolinea – e facciamo tutto io e mio marito, eccetto nel periodo della raccolta, quando ci serviamo di due collaboratori». Valentina dice che la sua azienda ha successo, che i suoi prodotti sono richiesti e che anche il suo studio è riuscito ad avviarsi.
«La Val di Cornia può offrire moltissimo – afferma - L’importante è capire che, oggi, non possiamo rimanere fermi, sperando in un’assunzione da qualche parte. In un periodo come quello che stiamo vivendo è necessario riuscire a inventarsi un lavoro, bisogna cioè riuscire a portare avanti un progetto proprio, con creatività e impegno». Lei, psicologa di formazione, si è quindi scoperta imprenditrice e ha tutta l’intenzione di rimanere in Val di Cornia. «Anni fa ho pensato di andare all’estero, dopo aver visitato la Norvegia con il mio attuale marito, ma penso che rimarrà un sogno. Anche perché, attualmente, sono estremamente soddisfatta della mia vita».(c.g.)
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