Gioco
Sassetta, due giorni con la tradizionale Festa del cacciatore
Oggi e domani il cinghiale protagonista del borgo Sotto i castagni cucina tipica, musica e ballo liscio
SASSETTA. A Sassetta oggi e domani è in programma il secondo appuntamento delle iniziative promosse dal Comune e dal Comitato festeggiamenti per questa estate.
Dopo il successo ripetuto della prima serata che si è svolta in settimana per “Un calice, un violino”, cena itinerante per il centro storico, Borgo di mezzo di mezzo (anche mostra di sculture) e piazzetta della chiesa di Sant’Andrea, è infatti in programma la ormai più che tradizionale “Festa del cacciatore”.
E’ ancora un’occasione per conoscere in un ambiente tipico come il Parco comunale di Valcanina sotto i castagni una cucina tipica accompagnata da musica e ballo liscio.
Il Comitato cacciatori si è ancora impegnato a presentare oggi e domani una manifestazione che avrà come cornice una zona a castagni; non occorre la prenotazione, soltanto un po’ di pazienza per arrivare alla cassa per indicare il menù che si è scelto. La festa, che quest’anno è alla sua edizione numero 14, si svolge da oggi nell’area dedicata alle feste del Parco comunale della Valcanina. Inaugurazione alle 16 con l’apertura del bar/ristoro e dalle 19 inizio servizio ristorante che vedrà all'opera in cucina i cacciatori per preparare un ricco menù con piatti originali sassetani.
Dalle 20 poi anche un dopocena ricco di musica e ballo liscio sulla Pista dei castagni.
Domani bar/ristoro aperto dalle 10, ristorante anche a mezzogiorno e la sera dalle 19 fino a notte. Ci saranno ancora musica e ballo liscio.
Questo appuntamento in questi due giorni rappresenta un richiamo che negli anni è andato crescendo per interesse in tutto il territorio. Molti sono infatti i turisti che arrivano dalla Costa degli Etruschi e da tutta la Val di Cornia per un incontro gastronomico (e per molti anche una scoperta) di piatti di sicuro interesse e qualità.
Rustico e saporito infatti il ricco menu che prevede, tra i numerosi piatti tradizionali e tipici del paese dal cinghiale con castagne, che fonde insieme due sapori particolari, due realtà che da sempre sono un simbolo di Sassetta.
Si parte quindi con l’antipasto del cacciatore e non potrebbe davvero essere diversamente.
Il menu presenta oltre all’antipasto del cacciatore uno di terra, tortelli al ragù e al cinghiale, zuppa di funghi, cinghiale arrosto con cipolline, cinghiale con castagne, grigliata di carne (manzo, salsiccia, faraona, pollo), formaggio grigliato, crostate casalinghe di more e altri dolci sempre che arrivano dalle tradizioni del paese. Come sempre ci sarà soltanto l’imbarazzo della scelta .
La tipicità della cucina al di là di chi la prepara presenta anche realtà indiscutibili legate al paese come quelle della caccia, il cinghiale, la grigliata nel bosco, la castagna, i funghi. A Sassetta rappresentano una realtà e hanno una storia storia infinita che parte da lontano.
Da secoli infatti gli abitanti di Sassetta vivono in sinergia coi boschi che abbracciano il paese. Vi sono legati da un vincolo atavico fondato su un rispetto che oggi appare quasi anacronistico. La vita e le attività dei sassetani nella storia si sono sviluppate totalmente attorno al bosco.
Il boscaiolo e il carbonaio erano un tempo gli unici lavori possibili oltre, naturalmente, allo scalpellino grazie al marmo rosso di Sassetta.
Col passare degli anni i carbonai sono quasi scomparsi, ma i sassetani continuano a vivere per il bosco come taglialegna, cacciatori e castanicoltori. Ecco come e perché il cinghiale e la castagna hanno cominciato a rappresentare la cultura di questa comunità da sempre ostile all’avanzata della “civilizzazione del cemento”.
Il cinghiale è l’animale totemico del sassetano, il complemento della sua esistenza e la sua fonte di sostentamento che, per la sua natura coriacea e combattiva, è profondamente rispettato, onorato e temuto.
E se il cinghiale incarna in qualche modo l’indole ruvida del sassetano, la castagna rappresenta forse il suo animo semplice e l’abitudine di bastare a se stesso, di adattarsi.
Gianni Gorini
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