Il dolore
La raccolta differenziata si fa anche nel carcere
Via da agosto al progetto elaborato da Esa con l’amministrazione penitenziaria Saranno installati i contenitori per i rifiuti nelle celle dei duecento detenuti
PORTO AZZURRO. Partirà dal carcere la sperimentazione del nuovo sistema di raccolta differenziata, frutto della collaborazione tra il Comune di Porto Azzurro ed Esa. «Un modo per responsabilizzare i duecento detenuti del penitenziario elbano – ha spiegato il sottosegretario alla giustizia, Cosimo Ferri – e per farli sentire cittadini a tutti gli effetti».
Il nuovo progetto, elaborato in base alle caratteristiche della casa di reclusione, è stato presentato ieri nel corso di una conferenza stampa a cui, oltre al responsabile del governo, hanno partecipato tra gli altri il direttore del carcere Francesco D’Anselmo, il provveditore regionale Giuseppe Martone, il garante dei detenuti Nunzio Marotti, il sindaco di Porto Azzurro Luca Simoni e la presidente di Esa, Gabriella Solari.
Il progetto. La società che si occupa della gestione dei rifiuti sul territorio elbano ha messo in piedi un sistema articolato di raccolta all’interno del carcere, dove ad oggi i circa duecento detenuti e le persone, tra guardie, familiari e amministrativi, producano cira 650 kg di rifiuti al giorno, per un totale stimato di 237 tonnellate annue di rifiuti, di cui 203 non differenziati e solo 34 differenziati (carta e cartone).
L’obiettivo che si pone la società Esa è di aumentare in modo sensibile la percentuale di rifiuti oggetto di raccolta differenziata dentro e fuori dalla struttura carceraria (attualmente il 90%). Per questo Esa ha pensato a un sistema di raccolta “cella a cella” spinto. Nelle singole stanze dei detenuti saranno posizionate (già dal mese di agosto) dei contenitori per la raccolta differenziata, mentre saranno sistemati dei contenitori più grandi all’esterno della struttura, nella cittadella. Nei terreni esterni, circa 5 ettari, saranno sistemate delle compostiere per gli scarti delle attività di sfalcio e delle lavorazioni agricole.
Il personale del carcere, in collaborazione con Esa, provvederà a cadenza regolare a ritirare i rifiuti dalle stanze dei detenuti. In contemporanea con l’esecutività sarà eseguita attività di formazione sia per i detenuti che il personale carcerario. «L’incremento della raccolta differenziata è un obiettivo importante che i Comuni dell’isola stanno perseguendo con successo», ha spiegato Gabriella Solari.
«Si tratta di un progetto in cui crediamo per responsabilizzare i nostri detenuti – ha spiegato il direttore del carcere, Francesco D’Anselmo – è un altro piccolo passo, uno dei progetti in cui crediamo e che abbiamo deciso di portare avanti da quando, poco più di un anno fa, sono stato nominato direttore».
Il carcere “capofila”. La sperimentazione della raccolta differenziata nel carcere è il primo segno tangibile del nuovo rapporto che si sta creando tra l’Esa e il Comune di Porto Azzurro. L’ente guidato dal sindaco Simoni è, ad oggi, l’unico comune dell’isola a gestire il servizio di raccolta dei rifiuti e di spazzamento servendosi di personale proprio. Entro ottobre tuttavia - questo è il termine annunciato dal primo cittadino Simoni – il servizio dovrebbe passare alla società Esa (sono i corso di definizione alcuni dettagli legati, ad esempio, al passaggio del personale comunale. «Siamo pronti a compiere questo passo – ha raccontato il sindaco Simoni – stiamo limando le ultime questioni, quindi potremo partire. La nostra intenzione, grazie all’aiuto di Esa, è partire con un sistema di raccolta differenziata il più spinta possibile, in modo da eguagliare i buoni risultati degli altri comuni dell’isola. Sicuramente il carcere ci aiuterà a raggiungere questi risultati».
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