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Biodola, veleni tra la giunta e la minoranza

PORTOFERRAIO. Veleni sulla nuova concessione balneare sulla spiaggia della Biodola. Dopo che il Pd ha criticato la scelta dell’amministrazione comunale, che avrebbe «concesso privilegi a un...

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PORTOFERRAIO. Veleni sulla nuova concessione balneare sulla spiaggia della Biodola. Dopo che il Pd ha criticato la scelta dell’amministrazione comunale, che avrebbe «concesso privilegi a un imprenditore privato fuori dalle regole e sottraendo spazio alla fruizione pubblica» si è scatenata una vera bufera che ha trascinato dentro, a livello personale i consiglieri Giuzio e Mazzei per la minoranza e l’assessore del Mastro per la giunta. Proviamo a riassumere quanto accaduto. La scintilla della polemica è scattata con una riposta - pesantissima - inviata dall’amministrazione comunale. La nota ha in primo luogo chiarito la decisione assunta («E' falso parlare di atto autorizzativo. Oggettivamente, si tratterebbe di un ampliamento, come da regolamento, non superiore al 5% della concessione demaniale già esistente in uso ad una società. Ampliamento non superiore, quindi, a 80 metri circa, da intendere ad esclusivo uso dei clienti della struttura senza alcuna commercializzazione». Ma è con il proseguimento della nota che la giunta si scaglia contro il Pd e, in particolare, contro i consiglieri Giuzio e Mazzei, accusati velatamente di conflitto di interessi. «Pare singolare ricevere una diffida dai gestori di un punto blu alla Biodola; allo stesso modo pare singolare ricevere, così prontamente, una missiva firmata solo dai consiglieri di minoranza Pellegrini e Andreoli dello stesso tenore; ovviamente non firmata del consigliere Antonella Giuzio in quanto figlia di uno dei titolari del punto blu che, per l'appunto, hanno inviato la diffida di cui sopra; e non firmata, ovviamente, dal consigliere Alessandro Mazzei, in quanto già responsabile della sicurezza della società interessata nonostante facesse parte dell'amministrazione Peria». In particolare è la Giuzio a finire nel mirino della maggioranza, accusata di aver reagito all’atto di indirizzo del Comune per motivi personali, in quanto la famiglia detiene un punto blu alla Biodola. L’amministrazione ripercorre tutte le tappe del punto blu della famiglia, a partire dall’ottenimento della concessione, fino al tentativo di vendita e al ricorso amministrativo contro il Comune (il Tar ha respinto la domanda risarcitoria da 70mila euro).

Un attacco frontale a cui Antonella Giuzio e il Pd hanno risposto immediatamente. «Il motivo per cui non ho firmato il documento presentato dal gruppo di minoranza Pd è perché esiste una legge, chiamata conflitto di interessi. Perché Del Mastro ha posto ai lettori una domanda così retorica? – risponde Giuzio – E poi, caro assessore, sollevare dopo oltre dieci anni, un problema di legittimità sulla titolarità della concessione di un cittadino che ha fatto una diffida, dando notizia a mezzo stampa di un possibile avvio di attività di controllo in merito, non pare molto coerente con il rispetto della privacy». Con la consigliera si schiera il Pd: «La nota è vergognosa – spiegano dal partito – il Pd si occupa di questioni di interesse pubblico. Quello che è vergognoso, illegale ed incredibile è che la giunta non ha risposto nel merito, ma, con una vera e propria attività di dossieraggio politico».

Ma l’amministrazione, a stretto giro, rincara la dose. «Alla Giuzio sembra normale interessarsi al problema perché i genitori hanno una concessione alla Biodola e in un’altra spiaggia frequentata come le Ghiaie. Però grida allo scandalo quando un’impresa fa una richiesta al Comune e il Comune prova a dare una riposta».

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