Il Tirreno

Oggi a Festambiente si parla del parco dell’Arcipelago toscano

Il presidente Sammuri partecipa all’inaugurazione e intanto esclude un suo passaggio alla politica

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PORTOFERRAIO. Oggi il presidente del Parco nazionale dell'Arcipelago toscano Giampiero Sammuri, nella sua veste di numero uno di Federparchi, sarà al fianco del ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti all'inaugurazione di Festambiente, in Maremma. E, a margine, si parlerà anche di Elba, isole toscane e parco dell'Arcipelago. Negli ultimi giorni Sammuri ha confermato infatti la sua vocazione all'inclusione e alla pacificazione, incassando l'approvazione dal consiglio regionale, a ranghi compatti, sulle nuove zone a mare dell'isola di Capraia. Un passaggio tutt'altro che scontato. A vent'anni dall'istituzione del Parco, la sua terza isola per estensione avrà una sua regolamentazione puntuale che sostituirà le statiche norme di salvaguardia immutate dal decreto istitutivo del luglio 1996.

«Sono molto soddisfatto - commenta Sammuri - dell'approvazione unanime del consiglio regionale, che ha premiato il lungo lavoro di concertazione con le popolazioni locali, senza mai dimenticare l'obbiettivo primario della tutela ambientale. Questo atto fa seguito all'approvazione unanime della quarta Commissione regionale e del consiglio direttivo dell'Ente Parco, oltre a quelle precedenti - sempre con voto unanime - del consiglio comunale di Capraia e della Comunità del Parco. L'iter, dunque, sta procedendo bene. Ora dobbiamo affrontare gli altri passaggi di legge per poter arrivare alla fine del percorso e poi alla parte di realizzazione, applicazione e gestione. L'obiettivo è concludere a fine anno».

Già docente all'Università di Siena, manager pubblico, capace spesso di mettere d'accordo ambientalisti, agricoltori e cacciatori, Sammuri, fin dai tempi del Parco della Maremma, ha sempre ricercato l'inclusione e il dialogo. «Gli atti, in alcune circostanze, bisogna approvarli tutti insieme - dice - a costo di metterci un po' di tempo in più». Una qualità che ha sempre pagato. Per lui in passato hanno speso parole importanti i ministri Altero Matteoli e Stefania Prestigiacomo, Luca di Montezemolo, Franco Gabbrielli (ai tempi della Concordia), Ermete Realacci e Fulco Pratesi. Ma come è possibile mettere insieme persone e parti contrapposte? «Quando si assume un ruolo di governo, quando si fanno gli amministratori o si rappresenta un'istituzione, è opportuno rinunciare a qualcosa, spogliarsi dell'appartenenza politica e guardare l'interesse del territorio. Faccio un esempio: una buona gestione dei rifiuti non è di destra e neppure di sinistra. Va fatta al meglio e basta».

Spesso intervistato da Sky su temi ambientali, ospite di trasmissioni Rai e Mediaset, anche all'Elba, seppure con un po' più di fatica, è riuscito nel tempo a convincere i sindaci con la propria competenza, a volte concedendo o aprendo il portafoglio, altre volte chiedendo aiuto a quegli amministratori che in passato erano stati i primi ad avversare l'area protetta. Insomma, un piccolo miracolo di pacificazione.

«Ho 62 anni. Nessuna velleità politica. Mi occupo volentieri dei temi che conosco, che ho studiato e approfondito per tutta la vita. Da presidente di Federparchi - afferma - vorrei veder concluso l'iter di riforma della 394, dove chiediamo di intervenire per aggiornare questa ottima legge a 25 anni dalla sua emanazione così da rendere la gestione dei parchi più snella, moderna ed efficace». Ma stavolta ci sono anche degli scontenti. «Purtroppo sì. Non esiste una legge di riforma che non abbia degli oppositori. Chi gestisce i parchi, però, è favorevole in modo unanime alla riforma, che, sottolineo, ha come fondamento la competenza. Un equilibrio credo sia possibile trovarlo, arrivando così a un'approvazione con larghissima maggioranza parlamentare, ma questa è materia per chi siede in Parlamento».

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