Il Tirreno

Sindacati a Roma giovedì 4. Incontro con il ministero e manifestazione

Valeria Parrini

Rsu e Fiom, Fim e Uilm si aspettano rassicurazioni. Ci sarà anche il Coordinamento Articolo 1. E Anselmi interroga in Regione

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PIOMBINO. Graziano Martinelli, Rsu in Aferpi, è tra quelli che Enrico Rossi non è riuscito a rassicurare. Ed è tra quelli che leggono nel commento rilasciato dal governatore alle agenzie al termine dell’incontro con Rebrab, un motivo in più per salire in pullman giovedì' 4 e andare a manifestare sotto al ministero durante l’incontro con l’imprenditore algerino.

«Nel comunicato di Rossi - afferma Martinelli - non c’è traccia di garanzie sulla continuità produttiva dello stabilimento. E senza continuità produttiva, quindi senza i finanziamenti, il progetto non sta in piedi. E intanto la relazione del commissario Nardi dice cose ben pecise».

Il ragionamento ruota tutto intorno alla necessità di arrivare a novembre, quando scadranno gli ammortizzatori sociali, con gli impianti in funzione ad una marcia accettabile. Ma serve immissione di denaro. Anche per questo Fim, Fiom e Uilm hanno indetto lo sciopero di 24 ore e organizzato la partecipazione al presidio nella capitale. Si sta lavorando per arrivare a riempire il quinto pullman. Mentre scriviamo gli iscritti sono 230. Non era scontato, visti i tempi e questo continuo alternarsi di docce fredde e calde sulle spalle delle persone. 

Tornano a chiedere chiarezza anche i Cinque stelle. Lo fanno con una seconda interrogazione al Senato dopo che alla prima non è mai stata data risposta. Tra i problemi evidenziati, c’è il fatto che il piano industriale dell'aprile 2015, allegato all'accordo di programma del giugno 2015 e su cui si basano tutte le intese finora sottoscritte, non è mai stato realizzato, sia per la parte siderurgica, che per la parte agroalimentare e logistica. Preoccupa l'assenza della sicurezza sui finanziamenti, sia per il circolante, che per gli investimenti. Preoccupano pure problemi strutturali: «La bonifica necessaria - si legge - non è stata mai progettata ed i 50 milioni stanziati sono lungi dal poter essere utilizzati; i finanziamenti per la reindustrializzazione non sono stati spesi per mancanza di progetti e di aree e perché indirizzati verso interventi teorici; i lavori sul porto che sono proseguiti rischiano di essere inutili, perché mancano i collegamenti ferroviari e viari mai finanziati». Tutte questioni su cui i 5 stelle - prima firmataria Sara Paglini - si attendono azioni dal governo.

Su Aferpi, il consigliere regionale Gianni Anselmi ha chiesto alla giunta toscana di poter fare una comunicazione in consiglio. Richiesta concordata con il collega Fattori del gruppo Si-Toscana a Sinistra, che l’ha firmata insieme all'altro consigliere di Si, Paolo Sarti, al capogruppo Marras e ai consiglieri Pd. Con l’atto si auspica la presenza in aula, nella seduta dedicata al dibattito, di rappresentanti del governo e di Aferpi.

«È giusto - afferma Anselmi - che il consiglio regionale sia informato dello stato delle cose, dell'attività progettuale e amministrativa che si sta conducendo, delle difficoltà e del percorso da compiere per assicurare gli investimenti e l'occupazione».

Alla vigilia della manifestazione di Roma il coordinamento articolo 1 Camping Cig mette in fila qualche domanda. «L'assorbimento dei 721 lavoratori ancora in Cig a novembre ci sarà? E a quali condizioni? Rispettando l'accordo e usando i contratti di solidarietà o mettendo tutti in cassa? In questo caso sarebbe una formalizzazione che non garantisce i lavoratori, ma solo Rebrab, che potrebbe dire che lui "rispetta gli accordi"».

Per l’associazione, l’incontro di giovedì 4 assume il carattere di una resa dei conti . «Ci saremo - afferma - ma non per fare una passeggiata. A Roma, al termine dell'incontro, la delegazione sindacale ci deve dire subito i risultati. Se non saranno soddisfacenti, se i finanziamenti non saranno messi sul tavolo, se ci si limiterà alle generiche promesse di sempre, se il rischio di fallimento diverrà ancora più concreto, saranno i lavoratori a dover decidere lì, sul posto, come continuare la mobilitazione».

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