Il Tirreno

«Quel vademecum ci offende»

«Quel vademecum ci offende»

Pachi contesta la lettera sul decoro inviata dal Comune ai commercianti

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PIOMBINO. Consegnato negli ultimi giorni alle attività commerciali di corso Italia e corso Vittorio Emanuele, ha attirato più critiche che consensi.

Stiamo parlando del vademecum che il Comune di Piombino, a firma dell’assessore al decoro urbano Claudio Capuano, ha inviato ai commercianti delle zone interessate, presentando punto per punto gli atteggiamenti virtuosi da tenere per tutelare l’aspetto del centro cittadino.

«Alla luce di quanto convenuto durante gli incontri pubblici mirati al confronto con gli esercenti di corso Italia e corso Vittorio Emanuele sul tema del decoro urbano - si legge nella lettera recapitata ai commercianti - si ritiene importante individuare ogni forma di miglioramento ulteriore e possibile del centro storico. A questo proposito è stato stilato un breve vademecum finalizzato a invitare i commercianti della città di Piombino a una maggiore partecipazione per ottenere il comune obiettivo di avere una città più bella, accogliente e pulita».

E di seguito i vari punti che i commercianti sono sollecitati a osservare: si va da una maggiore cura dell’arredo urbano nelle aree antistanti le attività all’attenzione nell’allestimento delle vetrine, dal consiglio di evitare manifesti e cartelli scritti a mano come surrogati di insegne, alla manutenzione della saracinesca; ancora, si invitano i commercianti a raccogliere lo sporco spazzato all’interno del proprio suolo pubblico senza disperderlo sulla pubblica via e, addirittura, si richiede, «nei limiti del possibile, di invitare la propria clientela a comportamenti civili, evitando abitudini spiacevoli come gettare a terra scontrini e mozziconi di sigaretta, o il mancato raccoglimento delle deiezioni canine».

«Ma che lettera è? - protesta Alberto Pachi, titolare dello storico negozio di musica in corso Italia - Noi commercianti ci sentiamo offesi da un vademecum del genere. Ogni giorno, infatti, facciamo quello che ci viene “consigliato” nella guida mandata dal Comune. Dalla mattina alla sera cerchiamo di tenere in ordine e pulito e, soprattutto la nostra zona di corso Italia, lo è. Non è possibile fare di tutta l’erba un fascio; è il nostro principale interesse tenere in ordine, tra l’altro nell’ambito di una città sempre più sporca e indecorosa, piena di buche e sporcizia».

«Evidentemente non basta dover fare i conti con sempre meno clienti - prosegue Pachi - Ci mancava la beffa del vademecum, che vorrebbe tra l’altro disquisire di vetrine e simili, come se questi non fossero aspetti di esclusiva competenza del commerciante. Nella lettera si parla di incontri e confronto, ma io non ricordo di essere stato invitato. Al di là di questo, il vademecum è offensivo di per sé e appare ancora più assurdo se alziamo la testa in alto e vediamo ancora oggi, in piena corso Italia, quasi di fronte al mio negozio, quel piccione morto e rimasto impigliato sul filo, segnalato ai vigili due mesi fa e mai tolto».(f.l.)

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