Il Tirreno

«Li ha lasciati a piedi solo perché neri»

di Alessandro De Gregorio
«Li ha lasciati a piedi solo perché neri»

Guardia giurata accusa il conducente di un bus Tiemme. L’azienda: «La signora presenti reclamo e verificheremo»

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PIOMBINO. «Non li ha fatti salire sul pullman perché erano neri, li ha lasciati a piedi solo per il colore della pelle». Ad accusare un autista della Tiemme è una guardia giurata che presta servizio al porto.

«Sono andata a protestare alla Tiemme e mi hanno dato un modulo per i reclami, ma cosa lo compilo a fare? Tanto me lo immagino come finirà. Per questo ho chiamato voi». Gianna Gianfaldoni è ancora amareggiata, quasi sconvolta mentre ci racconta l’episodio avvenuto domenica sera al porto.

La donna è molto precisa nella sua esposizione: «Erano le 19,48 di domenica - dice Gianfaldoni - e io ero di servizio al varco 2, quello centrale tra la stazione marittima e la compagnia portuali. L’autobus di linea urbano era in sosta davanti alla postazione. Quando l’autista ha chiuso le porte per ripartire, dalle banchine stavano sopraggiungendo un ragazzo e quattro donne di colore. Erano di corsa perché probabilmente la nave aveva ritardato qualche minuto. Il ragazzo e le donne, che avevano i borsoni sulla testa, hanno chiesto di salire a bordo ma l'autista ha tirato dritto con indifferenza. Ho detto loro di andare dall’altro lato del varco, quello in uscita dal porto, perché ci avrei pensato io a fermare il bus dopo che aveva fatto la rotonda. Mi sono messa in mezzo alla strada per fare in modo che l’autista non mi ignorasse e gli ho chiesto se poteva farli salire. Lui mi ha risposto: “No, ce ne sono altri cinquanta”, sottintendendo altri neri, “che vogliono salire e io devo finire il giro”. A quel punto mi sono innervosita e ho ribadito: “No, te ora li fai salire”. E lui: “Te non mi devi dire come devo fare il mio lavoro”. Ho risposto: “Hai ragione, come guardia giurata non posso ma come privata cittadina sì. Dammi le tue generalità per andare a parlare con la sede...”. Al che lui, ignorandomi, ha tirato dritto, lasciando a terra un sacco di persone. Non solo quei cinque ragazzi, anche altri».

«Il pullman era semivuoto - aggiunge Gianfaldoni - e questo fa aumentare la rabbia. Quando il bus è ripartito, le ragazze mi hanno ringraziata lo stesso dicendomi di non prendermela, facendomi capire che per loro non era la prima volta. Poi si sono incamminati tutti verso il centro».

«Ecco, io mi chiedo - prosegue la guardia giurata - ma tu autista che stai effettuando un servizio al pubblico come ti puoi permettere di lasciare a piedi persone che, per quanto ne sai, sono munite di biglietto e non hanno colpa se la nave è arrivata in ritardo? Questo in considerazione del fatto che era anche l’ultima corsa e senza contare poi che in quei 30 secondi in cui si è svolto il tutto bastava che l’autista avesse aperto le porte e quei cinque ragazzi sarebbero saliti senza problemi. Questa sensazione di impotenza non mi abbandona, soprattutto sapendo che il misero modulo per i reclami che mi hanno dato alla Tiemme cadrà nel dimenticatoio e non solo non saranno presi provvedimenti verso l’autista, ma la situazione rimarrà invariata».

Quel modulo invece dovrà compilarlo, spiega Marco Macchioni, vicepresidente della Tiemme: «Senza un reclamo noi non possiamo eseguire le dovute verifiche ed eventualmente adottare alcun provvedimento - dice Macchioni - La signora quindi lo compili ed entro 30 giorni avrà una risposta. Al momento io di più non posso dire se non invitare la signora e chiunque altro a fare le segnalazioni, e ad avere fiducia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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