Il Tirreno

Falso rudere per ottenere i permessi a costruire, tre condanne

Il falso rudere messo sotto sequestro dalla Forestale
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Il falso rudere messo sotto sequestro dalla Forestale

Capoliveri: il giudice infligge una pena di un anno di reclusione per il proprietario e i due testimoni per falso ideologico. Le indagini della Forestale erano scattate nel novembre 2014

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CAPOLIVERI. Il Tribunale di Livorno ha condannato tre persone elbane  per il reato di falso ideologico in atti pubblici, per aver ottenuto i permessi a costruire un'abitazione, recuperando un rudere che in realtà si è verificato essere falso.

Sono trascorsi poco più di 20 mesi da quando il Corpo Forestale dello Stato, in una località della costa di Capoliveri, ha sequestrato un rudere semidiruto di circa 30 metri quadrati (e in quel periodo non era stato l’unico) che da lì a poco sarebbe stato trasformato in un fabbricato residenziale di circa 95 metri quadrati, a seguito del rilascio del permesso per costruire da parte dell’amministrazione comunale di Capoliveri, riguardante il risanamento conservativo, il recupero tipologico e funzionale del rudere, con l’aggiunta dei locali accessori.

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Le indagini, scattate nel novembre del 2014 e portate avanti dal Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Portoferraio, avevano portato alla conclusione che il rudere fosse “falso”, ossia realizzato in tempi recenti, nonostante la pratica edilizia agli atti del Comune riportasse una testimonianza giurata di due persone che attestavano l’esistenza della struttura, ora rudere, utilizzata ad uso abitativo dai proprietari fin dagli anni ’50. In questo modo, infatti, contavano di poter strappare all’amministrazione comunale di Capoliveri il tanto agognato permesso a costruire, in modo da realizzare senza problemi un nuovo fabbricato destinato ad abitazione.

Le indagini coordinate  dal sostituto procuratore della Repubblica della Procura di Livorno Massimo Mannucci, si erano concluse con il rinvio a giudizio di tre persone: il proprietario e i due testimoni, per i reato di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Era stato nominato, da parte della Procura di Livorno, anche un consulente tecnico per la verifica degli strumenti urbanistici comunali che avevano portato al rilascio del permesso per costruire.

Il Tribunale di Livorno, sezione distaccata di Portoferraio, ha emesso la sentenza di primo grado, con la quale ha condannato alla pena di un anno di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali, la committente dei lavori ed i due testimoni. Per i tre condannati il giudice ha ordinato la sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna.

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