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Giunta caduta, Lambardi va all’attacco

Giunta caduta, Lambardi va all’attacco

Il Movimento Punto e a Capo: «Di Santolo e Mazzei? Solo bugie. E Danesi e Spinetti volevano un assessorato»

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CAMPO NELL’ELBA. «Basta con le bugie, ecco cosa è successo davvero in questi due anni di amministrazione». L’ex sindaco Lorenzo Lambardi e i consiglieri eletti nella lista Movimento Punto e a capo intervengono, a distanza di giorni, per chiarire quanto accaduto a Campo e per rispondere in modo diretto e punto per punto alle motivazioni espresse dagli ex consiglieri Eleonora Scotto di Santolo ed Emanuele Mazzei, che hanno rassegnato le dimissioni assieme a Roselba Danesi, Sergio Spinetti e a tre conisglieri su quattro di Nuovo Progetto per Campo .

Lista eterogenea. Lambardi e Movimento Punto e a Capo allontanano l’ipotesi che, alla base della rottura, ci siano motivi politici. «La genesi della lista è stata naturale e non c'è nulla di particolarmente eterogeneo come si vuol far credere oggi – attaccano – non avendo altre giustificazioni da portare alla propria causa. Non ci sono dissidi politici dietro alla rottura che si è creata, solo questioni personali e interessi che nulla hanno a che vedere con il bene pubblico. Del resto nel passato campese le liste hanno sempre avuto connotazioni civiche con all'interno sensibilità politicamente molto diverse tra loro. O dobbiamo pensare che i componenti apertamente di centro sinistra della lista Segnini fossero in sintonia con la Mussolini che venne a Campo nel maggio del 2014?».

Il caso Galli. L’ex maggioranza ricostruisce, a distanza di mesi, i fatti che misero fuori dalla giunta il vice sindaco Giancarlo Galli: «Dopo le bugie di questi giorni in cui si incolpa il Pd per la frattura con Rinascita Campese e quindi con la parte più a destra della lista, ecco la verità – spiegano – nel luglio scorso i quattro ex consiglieri afferenti in un primo momento al gruppo Rinascita Campese hanno deciso di sconfessare l'allora vice sindaco Giancarlo Galli con più udienze di un processo, naturalmente in sede riservata e su invito (a proposito di chi parla di trasparenza), richiedendo che lo stesso rimettesse le deleghe affidategli dal sindaco in quanto a loro dire non si riconoscevano più nelle sue "posizioni"».

Lambardi e Movimento Punto e Capo ricordano come Galli si rifiutò di lasciare l'incarico e i quattro, «forti dei loro voti in consiglio comunale, minacciarono di non votare il bilancio, con conseguente scioglimento del consiglio comunale. Il giorno del consiglio i quattro, accompagnati dai soliti noti (gli stessi delle dimissioni), si chiudono nell'ufficio del sindaco e pretendono la testa del vice sindaco prima dell'inizio del consiglio comunale. Sapete tutti com'è andata a finire. Il vice sindaco naturalmente andava sostituito e i due gruppi si sono confrontati, anche aspramente, e venuti meno tutti gli accordi pre-elettorali, in quanto i quattro consiglieri fuoriusciti da Rinascita Campese di fatto non rappresentavano più nessuno, si era deciso insieme di lasciare massima libertà al sindaco. Scelta del vice e assegnazione delle deleghe. I fatti comunque sono accaduti circa un anno fa, quindi è un po' difficile brandirli oggi come causa di questa uscita di scena».

L’ombra del Pd. Mazzei e Di Santolo hanno spiegato come la giunta fosse ormai in mano al Pd. «È arduo sostenerlo – attaccano dal Movimento Punto e Capo – viste le deleghe al demanio, commercio, attività produttive, sviluppo turistico, ciclo rifiuti, edilizia privata, gioventù, affidate dal sindaco a Mazzei e Di Santolo».

L’uscita di Danesi e Spinetti. Dopo la composizione della nuova giunta nel settembre scorso e dopo riunioni fiume di maggioranza in cui si assicurava fiducia totale al sindaco, «Danesi e Spinetti – spiegano dal Movimento Punto e a Capo – si rifiutarono di accettare deleghe come consiglieri, scontenti delle nomine sindacali in quanto, almeno uno dei due, ambiva a diventare assessore. Le frizioni anche qui non erano con i paurosi comunisti che controllavano il Comune ma con Mazzei e Di Santolo. E proprio sui regolamenti per i suoli pubblici e per il demanio (portati avanti da Di Santolo) si è consumata la frattura coi due che non si presentavano alla commissione statuto e regolamenti e al successivo consiglio comunale».

Gli ex consiglieri definiscono «banalità» le scuse per la non condivisione. «Si parla, a sproposito, di un attacco ricevuto dalla Scotto di Santolo sul calendario degli eventi, fatto mai avvenuto. Nessun attacco, giunta al completo si è discusso e spiegato le ragioni dei contributi. Se però si confonde la discussione anche franca con un attacco allora è bene fare altro nella vita. Non l'amministratore».

L’eredità di Lambardi. Movimento Punto e a Capo respinge al mittente le critiche degli ex consiglieri, che hanno parlato di amministrazione immobile. «Quando si dice che non è stato fatto nulla in due anni si sfiora il ridicolo», spiegano dal Movimento Punto e a Capo che rivendica gli interventi compiuti sulla gestione del territorio, scuole, cultura e su alcuni obiettivoi strategici, in particolare con gli interventi su porto, progetto dell’aeroporto e definizione del nuovo piano strutturale.

Il commissario. «Oggi c'è chi brinda per l'arrivo del commissario nei bar del Comune – concludono da Movimento Punto e a Capo – noi al contrario pensiamo che, a prescindere dalle qualità della persona scelta dalla Prefettura, sarà una tragedia per i campesi non poter far affidamento su una squadra di amministratori per i prossimi 10 mesi. Invece di raccontare vere ragioni per le dimissioni, assumetevi questa responsabilità, la responsabilità di aver impedito una rivoluzione senza armi, una rivoluzione del pensiero e dell'azione fatta di rispetto delle regole e della volontà d'animo di cambiare veramente questo Comune».

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