Il Tirreno

Slitta il faccia a faccia fra ministro e Rebrab, ma il 4 c’è il vertice

di Guido Fiorini

Oggi l’algerino non va a Roma, sarà convocato per il 1° agosto Intanto si riunisce stamani il consiglio di fabbrica

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PIOMBINO. Questa mattina alle 8,30 si riunisce il consiglio di fabbrica di Aferpi e di Lucchini. Nell’occasione saranno decise le iniziative da intraprendere in vista dell’incontro al ministero dello Sviluppo economico, già fissato per il prossimo 4 di agosto.

Intanto è certo che Issad Rebrab non sarà oggi a Roma. A ieri pomeriggio nessuna convocazione ufficiale era giunta in azienda, ma i dirigenti stanno comunque lavorando affinché il faccia a faccia fra l’imprenditore algerino e il ministro avvenga prima del 4 agosto. Un’altra data possibile potrebbe essere lunedì prossimo, 1° agosto.

La Uilm. Intanto lunedì scorso si è riunito il direttivo Uilm alla presenza del segretario nazionale Mario Ghini. Il dibattito si è concentrato in modo particolare sull'industria siderurgica. Sul versante dello stabilimento Tenaris Dalmine, durante la presentazione di pochi giorni fa del nuovo amministratore delegato, lo stesso ha confermato una sostanziale stabilità dell’attività produttiva. La Uilm ribadisce la necessità di incrementare i volumi di lavoro per il sito piombinese: ne avrebbe il potenziale, ma negli ultimi anni ha visto il minimo storico dell occupazione impiegata.

Per quanto riguarda l’Arcelor Mittal, adesso legata allo stabilimento di Fos per l'approvvigionamento di coils laminati, per la Uilm sarebbe importante riavviare la linea di decapaggio di Piombino che consentirebbe un'autonomia produttiva fondamentale, nonché una migliore logistica.

Quindi la vicenda Aferpi «L'arrivo di Cevital - scrive la Uilm -, ha significato per noi l' opportunità di una possibile soluzione per tutti i lavoratori, nonché di sviluppo industriale per tutto il territorio. Ci abbiamo creduto e tutt'oggi ci crediamo, pur avendo presente la consapevolezza degli importanti sacrifici che stanno sostenendo i lavoratori. Il percorso intrapreso e gli accordi siglati dai sindacati titolati di rappresentanza - ovvero le tute di blu di Cgil, Cisl e Uil - sono sempre stati approvati e condivisi da tutti coloro che hanno seguito con interesse le vicende del nostro territorio, con la sola eccezione di pochi. I ritardi del progetto e l'attuale andamento produttivo dello stabilimento creano dubbi e perplessità tra molti lavoratori e particolare preoccupazione fra quelli che aspettano l'assunzione in Aferpi. Nel prossimo incontro al Mise, oltre all'assunzione di tutti i lavoratori entro il 6 novembre, ribadiremo la nostra richiesta che per tutti i lavoratori l'ammortizzatore sociale applicato sia il contratto di solidarietà. Ai lavoratori deve essere garantita la serenità che deriva dalla certezza del lavoro, non devono subire ulteriori conseguenze per lo slittamento dei lavori. Per questo il presidente Rebrab e il Governo, garante degli accordi, facciano la parte che gli compete».

Particolare attenzione è stata rivolta all'anello più debole del sistema: i lavoratori delle imprese d'appalto. «Da sempre stiamo chiedendo a Governo e istituzioni di trovare una soluzione per gli ammortizzatori sociali nelle aree di crisi complessa, in cui migliaia di famiglie stanno terminando o addirittura hanno già terminato il sostegno al reddito. Un sostegno che possa traghettare i lavoratori in attesa che si realizzino i vari progetti, previsti anche negli accordi di programma».

Il 21 luglio scorso il presidente della Regione Rossi, ha incontarto il ministuro Poletti chiedendo di valutare un possibile allungamento degli ammortizzatori sociali Naspi o mobilità. La Regione propone di continuare con le i lavori di pubblica utilità utilizzando una parte dei fondi sociali europei e chiede al Governo di intervenire con altre risorse mirate al sostegno del reddito e Po letti ha dato un'apertura su questo, dicendosi interessato a trovare soluzioni mirate per le aree di crisi.

«Una nota positiva dunque, ma su cui la Uilm ritiene indispensabile dare la massima accelerazione»

«Ci aspettiamo che quanto prima venga fatta chiarezza sul piano industriale e sulle eventuali modifiche apportate rispetto a quello originale, così da mettere fine ai dubbi ed alle perplessità che si stanno alimentando fra la gente, tenendo conto che la priorità assoluta del sindacato è quella di avere una soluzione occupazionale per ciascun lavoratore diretto e dell'indotto».

E il segretario nazionale Mario Ghini ha concluso i lavori facendo il punto sulla trattativa del contratto, ribadendo la centralità della contrattazione su due livelli e che per il sindacato è inaccettabile che gli aumenti salariali escludano il 95% dei lavoratori come vorrebbe Federmeccanica. «Ghini ha inoltre dichiarato che nel prossimo incontro al ministero chiederemo ad Aferpi la garanzia sul circolante, fondamentale per la continuità produttiva e al contempo chiederemo al governo che anche per Aferpi ci sia il coinvolgimento per la Cassa depositi e prestiti nella compagine societaria».

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