Sicurezza
«Sull’aeroporto nessun rallentamento»
Il vice sindaco Marini interviene sul futuro dell’infrastruttura campese ma a servizio di tutta l’isola
PORTOFERRAIO. «La recente crisi di Campo non deve fermare un processo ormai in atto, non si tra«tta infatti di un interesse particolare, ma l'aeroporto significa prospettiva e futuro per l'Elba tutta». Roberto Marini, in qualità di assessore all’urbanistica del Comune di Portoferraio, interviene nel merito del commissariamento di Campo nell’Elba. Marini sostiene che il potenziamento dell’aeroporto e delle strutture ricettive elbane sono due priorità. «Non possiamo più accontentarci di un carpe diem che da troppi anni caratterizza la nostra realtà; è necessario puntare su progetti di prospettiva per un'Elba al centro dell'Europa, facilmente raggiungibile soprattutto dal nord del continente. L'accessibilità aerea non è certo un tema comunale, ma comprensoriale su cui l'Elba tutta deve puntare – attacca Marini – se vi è da essere soddisfatti, quindi, per i passi avanti compiuti per un primo set di interventi sull'aeroporto della Pila a Marina di Campo per l'impegno della Regione e dello stesso Comune, non si può pensare di rimanere fermi a questo stadio. Occorre pensare già ad un aeroporto capace di ospitare aerei da 100/150 posti, così da essere funzionali ad un nuovo modello di approccio all'isola. Una accessibilità rapida, funzionale al turismo del weekend fuori stagione come al turismo organizzato, ai trasporti charter che possono essere una risorsa importante al di là delle stagione estiva che, è inutile negarlo, è breve e da sola non consente più di coprire il bisogno di reddito di tutto l'anno e ad avere ricavi adeguati per sostenere gli investimenti». Secondo Marini questa è la prima sfida sulla quale l'Isola deve essere unita, «direi di più, tanto coesa da proporre alla Regione che è proprietaria dell'aeroporto, pure una disponibilità a cofinanziare gli interventi infrastrutturali necessari».
La seconda sfida, per Marini, è l'adeguamento delle strutture ricettive e di quelle complementari per il turismo (sportive, ricreative, culturali). «Questo ci deve vedere impegnati in un confronto serrato dell'Elba con la Regione sui contenuti del nuovo piano del paesaggio i cui vincoli, in molti casi, troppo stringenti (entro i trecento metri dal mare non si può fare niente) rischiano di recare grave danno alla nostra principale fonte di reddito: l'industria turistica».
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