La manifestazione
«Ora basta con questi ritardi»
I sindacati: bene la sentenza, ma i tempi sono destinati ad allungarsi
PIOMBINO. Soddisfazione per il deposito della sentenza della Cassazione, che di fatto mette al sicuro il pagamento dei tfr ai lavoratori dell’ex Lucchini. Ma, al tempo stesso, rabbia per il probabile - ulteriore - allungamento dei tempi di pagamento per gli oltre 2mila lavoratori.
Si riassume in questo modo la posizione dei sindacati Fim, Fiom e Uilm, alla luce della sentenza della Cassazione sul maxi risarcimento richiesto dal ministero dell'Ambiente sui danni ambientali nei confronti della ex Lucchini. Una vicenda che, di fatto, ha congelato per anni il pagamento dei tfr, in tutto 38 milioni di euro, che spettano ai lavoratori.
«È notizia ufficiale del deposito del dispositivo della sentenza della Cassazione con le relative motivazioni che ribadiscono in sostanza i gradi di giudizio precedenti – spiegano dai sindacati Fi, Fiom e Uilm – sentenza che come tutti ricorderanno ha rigettato il tentativo del ministero dell'Ambiente di fare rivalsa sulla Lucchini in amministrazione straordinaria quale responsabile non colpevole relativamente ai danni ambientali delle proprietà precedenti. Tentativo che aveva nei fatti bloccato il pagamento del trattamento di fine rapporto ai lavoratori dipendenti. Una notizia che accogliamo con soddisfazione perché da troppo tempo i lavoratori attendono di entrare in possesso di un loro diritto negato da una azione legale che ha più il sapore di salvare la faccia di qualche funzionario ministeriale piuttosto che un'operazione di buon senso».
Ma per i sindacati non c'è tempo per gioire, visti i tempi d'attesa che sembrano destinati ad allungarsi ulteriormente. «Pare che il dispositivo sia stato trasmesso al tribunale di Livorno per questioni tecniche e burocratiche, per valutare l'importo delle spese attraverso un Ctu (Consulente tecnico di ufficio del giudice) che si esprimerà in maniera tecnica al fine di predisporre il pagamento delle spese - spiegano dai sindacati - Spese che non pregiudicano la possibilità da parte dell'amministrazione straordinaria del pagamento dei vari crediti, ma ne allungano ulteriormente i tempi. Restiamo ossequiosi dei tempi della giustizia o della burocrazia, ma non serve un genio a comprendere che questi tempi, questi meccanismi, fanno riferimento a tempi arcaici certamente non più compatibili con i tempi delle persone».
I sindacati sperano dunque che si giunga velocemente alla definizione anche di quest'ultima «lungaggine», in modo che l'amministrazione straordinaria «possa passare al pagamento non soltanto dell'atteso e dovuto trattamento di fine rapporto - spiegano i sindacati - ma anche di tutti gli ulteriori crediti in privilegio dovuti ai lavoratori, come ferie maturate e mai retribuite – concludono Fim, Fiom e Uilm – nei prossimi giorni avremo maggiori dettagli, ma auspichiamo che la burocrazia, già più che sufficiente, non rallenti ulteriormente il percorso di riscossione delle passività da parte dei lavoratori».
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