Sicurezza
Nove denunce per la gestione degli inerti
Controlli a tappeto di Forestale e Arpat, nel mirino imprese private ed enti pubblici: sanzioni per 52.700 euro
PORTOFERRAIO. I controlli sono andati avanti per almeno tre mesi. E hanno riguardato, a 360 gradi, la filiera dello smaltimento dei rifiuti inerti, a partire dalle imprese che dovevano smaltire i rifiuti, fino a chi, quegli stessi rifiuti, li hanno stoccati nei tre impianti dislocati sul territorio dell’isola, due nel territorio di Portoferraio, e uno a San Piero. È questa, in sintesi, la complessa attività di controllo portata a termine in queste ore in modo congiunto dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato e dai tecnici dell’Arpat di Piombino. Controlli che, come detto, si sono effettuati sui tre impianti di gestione di rifiuti inerti non pericolosi presenti all’isola d’Elba.
I sopralluoghi all’interno nelle sedi operative degli impianti hanno riguardato tutte le aree dedicate allo svolgimento delle attività di gestione dei rifiuti e la documentazione relativa ai registri di carico e scarico, giacenze, manutenzioni e formulari delle imprese che conferiscono i rifiuti.
I risultati dei controlli hanno messo in evidenza un impianto di gestione dei rifiuti con l’autorizzazione scaduta e un impianto con gestione non regolare, mentre otto, tra enti pubblici, società ed imprese individuali elbane che hanno trasportato e conferito rifiuti non pericolosi presso gli impianti, sono risultate con assenza di iscrizione all’albo gestori ambientali o con autorizzazione scaduta.
Addirittura, raccontano dalla Forestale, una impresa si è recata presso l’impianto per la gestione degli inerti senza alcun formulario e alcun indizio relativo alla tracciabilità dei rifiuti da smaltire.
Per quanto accertato, il personale del comando stazione del Corpo Forestale dello Stato di Portoferraio ha elevato in totale nove sanzioni amministrative, per un importo complessivo di 52.700 euro, per la mancata manutenzione all’impianto di pretrattamento delle acque meteoriche e al relativo smaltimento dei fanghi e per trasporto di rifiuti senza il formulario di trasporto.
In tutto sono nove le persone, tra titolari di impianti, imprese e responsabili di enti, che sono state segnalate alla Procura di Livorno per la gestione dei rifiuti in assenza di autorizzazioni o con iscrizione all’albo gestori ambientali scaduta.
È un quadro preoccupante, insomma, quello emerso al termine dei controlli compiuti dagli agenti della Forestale, con il supporto tecnico del personale dell’Arpat.
I controlli e le verifiche, scattate alcuni mesi fa quando sono state molte le imprese e i privati che hanno compiuto lavori e ristrutturazioni, fanno sapere dal Corpo Forestale dello Stato di Portoferraio, andranno avanti anche in seguito agli approfondimenti che la Procura di Livorno intenderà compiere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
