Il Tirreno

In spiaggia con un ordigno mentre i natanti sfrecciano

di Cecilia Cecchi
In spiaggia con un ordigno mentre i natanti sfrecciano

Ripristino delle staccionate lungo i percorsi, ma la sicurezza al mare non c’è Un piombinese racconta «l’incantevole domenica di follia a punta Falcone»

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di Cecilia Cecchi

PIOMBINO

Spiaggia inagibile - o forse no - per la presenza di un ordigno della Seconda guerra mondiale. Più natanti che, sfrecciando dov’è vietato, mettono a rischio la vita dei bagnanti.

Finito il ripristino delle staccionate. Successo dell’iniziativa di tiro con l'arco con visita all’osservatorio e alle riservette. Eccezionale l’impegno dell’Associazione Microcosmo per il parco di punta Falcone avamposto dell’Area naturale protetta di interesse locale (Anpil). Però, in mare, altra storia.

A raccontare “un’incantevole domenica di follia a punta Falcone” Paolo Maria Politi, piombinese, da sempre legatissimo pure a quest’area (diretta conseguenza delle cariche Wwf a lungo ricoperte): «Tutto parte da una telefonata alla polizia municipale verso le 9,30 – dice – Alla domanda “è nuovamente agibile la spiaggia di punta Falcone, il cui accesso è interdetto da sabato 16 luglio per il rinvenimento di un ordigno bellico?”. L’operatrice al centralino non sa rispondere e chiede. Arriva la rassicurazione: “Per quanto siamo a conoscenza la spiaggia è agibile”. Soddisfatti per la risposta tanto attesa – aggiunge – con maschere e bagagli balneari ci dirigiamo al Falcone. Lasciate le bici troviamo ancora posizionate all’inizio delle due stradine sterrate che conducono alle spiaggette le transenne di una settimana fa col foglio pressoché illeggibile del divieto: senza motivazione o altro. Pensiamo “si saranno dimenticati di rimuoverle”, può succedere».

«Arriviamo alla prima spiaggetta a sinistra. Alla base della scogliera, un recinto quadrato di transenne con posizionato il cartello “Lavori in corso”. Curiosamente mi avvicino e noto che sulla ghiaia è ben in vista una spoletta di bomba di aereo».

L’ordigno non è stato rimosso (da 8 giorni). «La polizia municipale è male informata – dice ancora Politi – su quanto succede. Con noi sulla spiaggia, al momento non c'è anima viva; forse ancora per il monito sgualcito posto sulle transenne in alto. Da nord, in mezzo al “passetto”, breve braccio di mare tra la costa e l’isolotto poco distante noto impropriamente come “Falconcino”, arriva un piccolo gommone a motore. A bordo un pescatore subacqueo, a giudicare dalla muta. Spegne il motore in mezzo al “passetto” e si attrezza per scendere in acqua. Gli diciamo a gran voce che non ci si può transitare a motore, minacciando di chiamare la capitaneria. Questo ci manda a quel paese, lanciando minacce pesanti, riaccende il motore e torna da dove era venuto. Delle minacce diamo informativa telefonica alle 12,28 alla guardia costiera e ci dice che invierà “immediatamente” una pattuglia,che non arriverà mai... Alle 12,19 – spiega – visto che siamo belli caldi, nonostante i bagni, chiamiamo la polizia municipale per far presente che ci è stata fornita una informazione errata riguardo all’ordigno bellico. Cosa disdicevole quando a dare l’informativa è l’organo preposto al controllo del territorio comunale. L’interlocutrice ci dice che la competenza è della capitaneria di porto. Secondo errore! – sottolinea – La capitaneria ha competenza per quanto succede in mare, replico, mentre il Comune ha competenza per quanto succede a terra. E così si replica l’irritante rito dello scaricabarile. Sembra poi che oltre a fornire cattiva informazione manchi proprio la formazione! Transita, questa volta venendo da sud, a tutta birra, in mezzo al “passetto”, un gommone a motore che ignora i nostri rimproveri. Ma questa volta lo fotografo nel bel mezzo del transito. Fornirò la foto – assicura Politi – alla guardia costiera per risalire al natante e provvedere alla dovuta sanzione amministrativa. Almeno spero».

«Poco dopo – ricorda – un nuovo gommone sfreccia da nord in mezzo al “passetto” proprio mentre un nuotatore sta attraversando il braccio di mare dallo scoglio alla terraferma. Il nuotatore si blocca per un istante e lascia passare il gommone. A riva, dove ormai sulla spiaggetta sono presenti molte persone, subentra il panico. Commentiamo questi comportamenti irrispettosi dei diportisti della domenica, mentre lì davanti transitano numerose canoe e molti nuotatori che impegnano quel braccio di mare. Nel mentre una nuova barchetta a motore con 4 persone a bordo transita dal “passetto”. Ci sbracciamo che convincerli a tornare indietro e fare il giro dell'isolotto e loro ci salutano e procedono come se niente fosse. Siamo un po’ stremati da questa domenica in stile “piccola vedetta lombarda”, ma una buona notizia la possiamo dare. Il giovane gabbiano reale che staziona da almeno 10 giorni a punta Falcone con una zampa rattrappita per una lenza da pesca di nylon lasciata su uno scoglio da qualche pescatore “disattento” e che gli si è avviluppata tra tarso e piede impedendogli così di camminare su due zampe, dopo una lunga serie di agguati che ci ha impegnato almeno 2 ore, è stato catturato e sottoposto, con la partecipazione emotiva di tutti i bagnanti presenti, alla liberazione dell’arto dalla lenza ed al suo rilascio in mare».

«La liberazione del gabbiano, rinominato Jonny, è stata salutata da un garbato applauso da parte di tutti. Nel frattempo l’ordigno è sempre lì sulla spiaggetta, alle 17,15 la guardia costiera deve ancora arrivare, sicuramente impegnata in interventi più urgenti (nessuna ironia…), ed alla polizia municipale di Piombino stanno forse ancora disquisendo su chi sia il soggetto competente per la rimozione dell'ordigno incustodito. Almeno Jonny è salvo! – conclude – C’è ancora molto da fare per raggiungere un accettabile livello di sicurezza per chi frequenta il mare, soprattutto in estate».

Un sorriso per Jonny, che peccato per tutto il resto.

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